La carta del docente, il bonus da 500 euro che l’anno scorso era stato attribuito anche agli insegnanti precari con contratto annuale al 31 agosto, non è stata riconfermata per loro per l’anno scolastico 2024-2025.
Pertanto sarà assegnata solo ai docenti di ruolo, e sarà accreditata sulla piattaforma dedicata dal 14 ottobre. Stabilendo così una netta discriminazione che penalizza fortemente la categoria più debole e che più ne ha bisogno. Perché essa è spendibile per corsi di formazione, di aggiornamento, per il conseguimento di lauree, abilitazioni, master, per l’accesso a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, a musei, mostre, spettacoli ed eventi culturali, per l’acquisto di libri e testi inerenti la propria specifica attività professionale, per hardware e software.
Una scelta incomprensibile quella del governo, che a parole dice che gli stipendi dei docenti sono bassi e vanno aumentati e nei fatti danneggia decine di migliaia di insegnanti che vivono una situazione di precarietà, spesso lontani da casa propria, e che vengono privati dell’unico sostegno economico per aggiornarsi professionalmente. Ma i sindacati della scuola sono già sul piede di guerra e hanno approntato un modulo che sarà consegnato a quelli che ne faranno richiesta per attivare un ricorso. Spesso i giudici hanno costretto il governo a fare retromarcia e ad attribuire il bonus anche ai docenti che hanno il contratto annuale, a volte anche a quelli che terminano il loro servizio al 30 giugno.
Anche se perseguire questa strada è mortificante per far riconoscere un proprio diritto acquisito e poi negato, per cui si spera che il governo faccia “mea culpa” e lo ripristini anche per i docenti annuali.


