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26 anni fa la strage di S. Alessandro. Il ricordo di una vittima innocente

(1 minuto di lettura)
A cura della Redazione
Ventisei anni fa Torre Annunziata balzò all´attenzione della cronaca nazionale per la strage di Sant´Alessandro. Era il 26 agosto 1984 quando un commando di sicari della camorra, a bordo di un autobus turistico, giunse nei pressi dell´allora Circolo dei pescatori, in largo Grazie. I killer scesero dal veicolo ed iniziarono a sparare alla cieca, uccidendo otto persone e ferendone sette. Una vera e propria vendetta consumata dalle famiglie Bardellino, Alfieri e Fabbrocino, ai danni del boss Valentino Gionta e del suo clan. Della tragica vicenda scrisse anche Giancarlo Siani sulle colonne de Il Mattino. Poche righe che, di fatto, decretarono la sua condanna a morte. Il giovane giornalista venne ucciso il 23 settembre 1985. Tra le vittime, c´era anche Francesco Fabbrizzi. L´uomo non c´entrava nulla ma la sua vita fu stroncata dalla barbarie camorristica. Aveva 54 anni, una moglie ed un figlio, Salvatore, appena ventenne. L´Amministrazione comunale e l´A.L.I.L.A.C.C.O.-Casa della Solidarietà, associazione impegnata nella lotta al racket e alla camorra, lo ricordano oggi, alle ore 12, nel corso di una cerimonia a Palazzo Criscuolo alla quale prenderanno parte i familiari di Fabbrizzi. Nella foto, l´ex Circolo dei pescatori ora divenuto bar
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