Torre Annunziata ha riscoperto il gusto della propria storia con la seconda edizione di FarinaFest – Morsi di Oplonti: Sagra della Pasta e della Pizza, l'evento che ha trasformato una serata estiva in un viaggio tra tradizioni, sapori e memoria collettiva.
La manifestazione, organizzata dai Salesiani, dall'associazione Piccoli Passi Grandi Sogni APS e dalla Misericordia di Torre Annunziata, ha richiamato cittadini e famiglie con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio gastronomico locale e rinsaldare il senso di appartenenza alla comunità.
Torre Annunziata, capitale della pasta
La città oplontina vanta una storia profondamente legata alla lavorazione del grano e alla produzione della pasta. Per molti decenni è stata infatti uno dei principali poli molitori del Mezzogiorno, grazie alla posizione strategica garantita dal porto e dalla linea ferroviaria Napoli-Salerno, che favorivano l'arrivo delle materie prime e la distribuzione dei prodotti finiti.
Tra i grani più pregiati lavorati nei mulini torresi spiccava il celebre Taganrog, proveniente dalle regioni dell'attuale Russia e Ucraina, apprezzato per l'elevato contenuto di glutine e per la qualità della pasta che consentiva di ottenere.
Il grano veniva scaricato al porto, custodito prima nei Magazzini Generali e poi nei grandi silos cittadini, per essere trasformato in semola dai maestri mugnai torresi, la cui esperienza permetteva di riconoscere la qualità del prodotto persino dal profumo.
Da quella semola nascevano le produzioni di marchi storici come Setaro e Voiello, insieme a quelle dei numerosi pastifici cittadini che resero Torre Annunziata famosa in tutto il mondo. Ancora oggi questa tradizione continua grazie alla presenza di realtà come il pastificio Pasta Storta.
All'inizio del Novecento circa il 50% della pasta esportata nel mondo partiva proprio da Torre Annunziata, insieme alla vicina Gragnano, facendo della città una delle capitali mondiali della pasta.
Una festa tra gusto e tradizione
FarinaFest è nata proprio per mantenere viva questa straordinaria eredità culturale e gastronomica. I partecipanti hanno potuto degustare alcune delle specialità simbolo della tradizione campana, tra cui pasta alla siciliana, pizza Margherita a portafoglio e montanarine, accompagnate da una bibita.
Ad animare la serata è stata la musica della cantante Roberta Tondelli, seguita dal DJ set di DJ Jamandre, che ha concluso l'evento coinvolgendo il pubblico fino a tarda sera.
Spazio anche ai giovani
Non solo gastronomia. La manifestazione ha dato spazio anche alla creatività dei più giovani con una mostra dei lavori realizzati dall'educatrice Stella Li Mandri insieme ai ragazzi del Grest estivo.
Le opere esposte hanno raccontato, attraverso colori e fantasia, il valore della condivisione, dell'impegno e della partecipazione, contribuendo a rendere FarinaFest non solo una festa del gusto, ma anche un'occasione di incontro e valorizzazione dell'identità oplontina.


