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Inquinamento del Sarno, nuovo sequestro a Poggiomarino: chiusa officina senza autorizzazioni

Inquinamento del Sarno, nuovo sequestro a Poggiomarino: chiusa officina senza autorizzazioni

L’attività condotta dalla Polizia Metropolitana di Napoli e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata rientra nei controlli sul bacino del Sarno

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Il 9 giugno 2026, nell’ambito delle attività investigative finalizzate all’individuazione e alla rimozione delle cause dell’inquinamento del fiume Sarno, la Polizia Metropolitana di Napoli ha eseguito un sequestro d’urgenza nei confronti di una ditta individuale situata a Poggiomarino attiva nel settore dell’officina meccanica e autocarrozzeria.

L’operazione rientra nel più ampio sistema di controlli ambientali coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, da tempo impegnata in una capillare attività di monitoraggio delle attività produttive presenti nel bacino idrografico del fiume Sarno.

Attività priva di autorizzazioni ambientali

Nel corso degli accertamenti è emerso che l’attività veniva svolta in totale assenza della prescritta autorizzazione alle emissioni in atmosfera, così come di qualsiasi altro titolo abilitativo previsto dalla normativa ambientale vigente.

Le contestazioni mosse fanno riferimento agli articoli 272 e 279 del D.Lgs. 152/2006, che disciplinano le emissioni in atmosfera e le relative sanzioni in caso di esercizio non autorizzato.

Il sequestro dell’officina e delle attrezzature

Gli agenti hanno quindi proceduto al sequestro di un locale di circa 100 metri quadrati, chiuso e coperto, utilizzato come officina meccanica e carrozzeria. All’interno erano presenti numerose attrezzature tipiche del settore, tra cui un ponte sollevatore, smerigliatrici, flex, troncatrici, lucidatrici e diverse saldatrici, oltre a bombole presumibilmente contenenti acetilene.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la struttura risultava pienamente operativa, nonostante l’assenza dei necessari requisiti autorizzativi.

Il sequestro si è reso necessario per interrompere l’attività illecita ed evitare sia la prosecuzione del reato sia un possibile aggravamento delle conseguenze ambientali.

Indagini sul Sarno e controlli sempre più serrati

L’intervento si inserisce in una serie di operazioni analoghe che, negli ultimi mesi, hanno interessato diverse aree della penisola sorrentina e del bacino del fiume Sarno, nell’ambito di una strategia di controllo sempre più stringente.

Le attività investigative, condotte in modo sistematico dalla Polizia Metropolitana di Napoli insieme ad altre forze di polizia e con il supporto tecnico dell’ARPAC, sono tuttora in corso sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata, con l’obiettivo di individuare e rimuovere tutte le possibili fonti di inquinamento.

Il protocollo interistituzionale contro l’inquinamento del Sarno

Le indagini si sviluppano inoltre nel quadro del Protocollo d’intesa per la repressione dei fenomeni di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, sottoscritto il 17 dicembre 2025 da diverse autorità giudiziarie e ambientali, tra cui le Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, le Procure Generali delle Corti d’Appello di Napoli e Salerno, l’ARPAC e gli organi di polizia giudiziaria competenti.

Un accordo che ha rafforzato la cooperazione istituzionale nella lotta ai reati ambientali e che sta consentendo un’attività di controllo più incisiva e coordinata sull’intero territorio interessato.

 

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