Il Consiglio comunale di Terzigno ha approvato le tariffe Tari 2026, elaborate nell'ambito del Piano Economico Finanziario (PEF) 2026-2029. La novità più significativa riguarda la diversa ripartizione dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti tra utenze domestiche e non domestiche, con l'obiettivo dichiarato di alleggerire il peso fiscale sulle attività economiche del territorio.
Cambia la ripartizione dei costi
L'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Carillo ha modificato la percentuale di ripartizione del costo complessivo del servizio: la quota a carico delle utenze domestiche passa dal 60% al 65%, mentre quella destinata alle utenze non domestiche scende dal 40% al 35%.
Una scelta che, secondo il Comune, consentirà di ridurre sensibilmente il tributo per molte categorie produttive, offrendo un sostegno concreto alle imprese locali.
Le riduzioni per negozi e attività
Il sindaco Carillo ha spiegato le ragioni della decisione, sottolineando l'importanza di sostenere il tessuto economico cittadino.
«Ci ho sempre messo la faccia e continuerò a farlo. Abbiamo scelto di rimodulare la Tari per dare un aiuto concreto alle imprese del territorio. Quando un negozio chiude o un'azienda lascia Terzigno, tutta la comunità ne subisce le conseguenze perché si perdono posti di lavoro, servizi e ricchezza».
Il primo cittadino ha illustrato anche alcuni esempi delle riduzioni previste. Una salumeria passerà da 2.380 euro a 1.839 euro; una pizzeria vedrà il tributo scendere da 2.763 euro a 2.270 euro; una ferramenta pagherà 5.045 euro anziché 6.096 euro.
"L'obiettivo è rendere la Tari più equa"
Carillo ha precisato che il provvedimento rappresenta soltanto il primo passo di un percorso più ampio.
«Non significa dimenticare le famiglie. Sappiamo bene che a Terzigno la Tari pesa troppo sia sui nuclei familiari sia sulle attività economiche. Il nostro obiettivo è intervenire in modo strutturale sui criteri di ripartizione per rendere questo tributo più equo e ridurne progressivamente il peso».
Il Comune mette risorse proprie per contenere il tributo
L'assessore ai Tributi Vincenzo Aquino ha evidenziato come l'Amministrazione abbia deciso di destinare risorse comunali per limitare l'impatto della tassa.
«Abbiamo scelto di non trasferire l'intero costo del servizio sui cittadini. Il Comune contribuirà con 270.863,44 euro di fondi propri, riducendo il gettito Tari da 5.200.863,44 euro a 4.930.000 euro. È stata una scelta che ha comportato sacrifici e una revisione di altre spese di bilancio, ma riteniamo fosse necessaria per contenere il peso del tributo sulle famiglie».
Recupero dell'evasione e rottamazione "quinquies"
Aquino ha infine ricordato che la rimodulazione delle tariffe si accompagna a una più ampia strategia di recupero dell'evasione fiscale.
«Con l'approvazione della rottamazione "quinquies" abbiamo voluto offrire ai contribuenti uno strumento concreto per regolarizzare la propria posizione. È questo il percorso che intendiamo seguire per costruire un sistema Tari sempre più equo e sostenibile, sia per le famiglie che per le attività economiche».
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