A cura di Nino Vicidomini

Uno sconcio quello tuttora perpetrato a danno dei residenti di via Vesuvio a Trecase, il più delle volte costretti a lasciare le calzature sporche fuori gli usci domestici prima di entrare nelle proprie abitazioni a causa delle deiezioni canine presenti sui marciapiedi.

Non ce l’abbiamo, per niente, contro i nostri "amici" a quattro zampe, sicuramente non ne hano alcuna colpa.

È, tuttavia, una indecenza che non regge a nessun paragone e non ammette giustificazione alcuna.

L’angusto marciapiede di via Vesuvio, che parte dal confine col territorio di Torre Annunziata e si estende in tutta la sua interezza sul territorio trecasese  (unico marciapiede, situato sul lato destro, salendo dalla città oplontina), è  un vero e proprio ricettacolo di escrementi canini sparsi lungo l’intero tragitto.

Un marciapiede che, già  privato della sua limitata larghezza da inutili alberi malati che ostruiscono il cammino, tal volte obbliga i pedoni a proseguire in fila per uno.

Ad una coppia di persone è negato camminare assieme; oltretutto è impossibile portare ombrelli aperti in caso di pioggia; si è costretti, alle più disparate, oseremmo dire disperate, acrobazie per effettuarne il percorso.

Da  non sottovalutare, inoltre, che, dopo il periodo della fioritura, in piena estate, tali alberelli procurano un ulteriore grave disagio ai passanti per l’abbondante colatura di un liquido viscido che attenta pericolosamente gli sprovveduti  che lo calpestano e danneggia gli abiti dei passanti disattenti.

A tutto questo, dicevamo, si aggiunge la cosiddetta ciliegina sulla torta. Ancora oggi, in via Vesuvio, di escrementi canini ce ne sono di ogni forma e dimensione sino a raggiungere il culmine della sproporzione... e gli sprovveduti passanti ne subiscono le sporche conseguenze. 

Le continue evacuazioni dei cani, condotti di proposito sul luogo da alcuni "esimi" concittadini, aumentano a dismisura.

È una vera indecenza ed  è impossibile andare avanti in questo modo. 

Di segnalazioni scritte e protocollate ne abbiamo un’ultima a corredo.

Qualcuno deve pure intervenire, considerando il fatto che tale marciapiede è il percorso obbligato non solo per tantissimi viandanti, ma, oltretutto, è il sentiero obbligato che conduce centinaia di bambini all’asilo materno e alla scuola elementare situata verso la sommità della stessa strada.  

Abbiamo raccolto tantissime lamentele; ci hanno supplicato di rimettere il problema nelle mani di chi ha competenza per risolverlo e a quelle persone che perpetrano continuamente lo scempio, ci hanno incaricato di indurli a riflettere seriamente che non è questo il  modo in cui si prepara la strada ai nostri ragazzi, nostre future generazioni.