A cura della Redazione
Castellammare di Stabia - È scomparso Gennaro Olivieri, bandiera del calcio stabiese

E’ morto Gennaro Olivieri, una bandiera del calcio stabiese. Difensore arcigno, ha giocato in A con Roma e Spal negli anni ’60 ed ha allenato la nazionale militare dal 1993 fino al 2004: il 10 febbraio avrebbe compiuto 78 anni. L’ultimo incarico, quello di supervisore della scuola calcio della parrocchia di S. Antonio, a Castellammare di Stabia, nel suo quartiere, dove per non annoiarsi dava una mano a don Catello Malafronte.

Alla Juve Stabia era legatissimo: con la squadra gialloblu gli esordi nel 1959, poi il passaggio alla Spal dove, il 17 dicembre 1961, a San Siro, esordisce in A contro il Milan. Nel 1964-65 gioca 32 partite in A e viene convocato con la nazionale di serie B e con l’olimpica, collezionando anche otto convocazioni con la nazionale maggiore, allenata da Edmondo Fabbri. Nel 1966 passa alla Roma, giocando con Aldo Sensibile (vice di Boskov a Napoli) e Giacomo Losi, quest’ultimo protagonista di una fugace apparizione sulla panchina della Juve Stabia nel 1986. In quella squadra anche Nevio Scala e il portiere Pizzaballa, introvabile figurina della Panini. Poi Perugia, Salernitana, Nocerina e in C con la Juve Stabia nella stagione 1972/73, con Gianni Di Marzio in panchina, ritrovato dopo l’esperienza di Nocera.

Pochi lo sanno, ma la prima panchina di Gennaro Olivieri è stata quella del Vietri Raito nel 1977: una squadra minore in cui scoprì e lanciò il 14enne Giuseppe Galderisi, futuro centravanti della Juventus. Anni nelle categorie minori con Scafatese, Irpinia, Paganese; un’esperienza anche nel commercio, un negozio di articoli sportivi in società con un altro grande calciatore stabiese, Salvatore Di Somma, all’epoca leader dell’Avellino.

Alla fine degli anni ’80 il passaggio in Federazione, nei ranghi della nazionale militare che allenerà dal 1993 al 2004. Negli anni in cui c’era Arrigo Sacchi a dirigere la nazionale maggiore, dal ’91 al ’96, si vantava di essere l’unico a giocare ad uomo, nonostante il tecnico di Fusignano avesse imposto i suoi schemi a tutte le rappresentative azzurre. Tifava Juve Stabia ed era una presenza fissa sugli spalti del Menti. Ci mancherà.

NINO DI SOMMA