A cura di Mario Cardone

C’è stato ieri un dibattito serrato tra i componenti della I Commissione Istituzionale del Comune di Pompei ed i rappresentati di Ascom e Confesercenti sull’istituzione della tassa d’ingresso per i bus turistici nel centro storico della città.

Il presidente Ascom Alessandro Di Paolo ha espresso il suo parere, secondo cui l’istituzione della nuova tassa riceverebbe l’assenso della sua categoria solo se servisse a riequilibrare i flussi turistici a Pompei tra centro moderno e centro archeologico.

«Questa amministrazione è nata promettendo legalità ai cittadini - ha esclamato Di Paolo nel corso di un dibattito infuocato in cui si è contrapposto non solo al presidente Conforti e ad altri commissari, ma anche ai rappresentanti degli albergatori (che tutto sommato avevano anche loro espresso il loro "no", ma un "no" meno esasperato, all’istituzione della tassa di ingresso) -. Non è possibile far entrare in città 300 bus se a Pompei nei parcheggi pubblici e privati c’è posto solo per 100 mezzi. Un Comune turistico - ha proseguito Di Paolo - non può finanziarsi con una legge truffa».

Più moderato il rappresentante Confesercenti Gianluca Machetti, che però ha chiesto che la Commissione che sarà istituita relativamente alla spesa dei fondi della tassa di scopo, non abbia mera funzione consultiva ma di gestione delle risorse, nel senso che dovrebbe (secondo il suo parere) decidere sui servizi pubblici, le opere, gli arredi  e gli eventi che saranno realizzati con quei soldi. In altre parole, la proposta di Di Paolo è di fare dei gestori dei parcheggi gli esattori della tassa d’ingresso dei bus a Pompei, così come gli albergatori sono di fatto gli esattori della tassa di soggiorno.

Con l’aiuto dell’elettronica ogni parcheggiatore dovrebbe accogliere solo i mezzi consentiti ed indirizzare gli esuberi verso parcheggi meno centrali. «Le regole sulla capienza dei parcheggi dei bus esistono anche oggi - ha fatto presente Conforti -. Sta ai vigili urbani farle rispettare adesso come in futuro».

Altro problema è che la tassa  è prevista per l’ingresso dei bus, non per la loro sosta a Pompei. A questo punto il presidente Ascom Di Paolo ha fatto presente ancora una volta che è contro la legalità tollerare che i bus turistici sostino sui marciapiedi. Alla fine fumata nera. Nulla di deciso. Sono state registrate distanze abissali tra le proposte della maggioranza amministrativa di Pompei e le associazioni dei commercianti. Le parti si incontreranno di nuovo tra una settimana sullo stesso argomento, ma non si capisce su quale piattaforma dal momento che manca completamente il consenso.