A cura di Mario Cardone

“Rendiamo i nostri giovani laureati testimoni informati della bellezza del territorio vesuviano, che si esprime nel paesaggio e nella cultura, nell’archeologia come nell’arte, nell’artigianato del corallo, di quello dell’intarsio e della lavorazione della pietra lavica, nella moda come nella gastronomia gourmet, che esalta l’eccellenza del patrimonio agricolo locale”.

La testimonianza di Paolo Gramaglia, chef stellato pompeiano, arriva a coronamento di un convegno odierno, 9 settembre, presso Palazzo De Fusco, a Pompei, che intende mettere in rete  saperi e  sapori dell’area vesuviana al fine di creare un prospettiva per tanti ragazzi che sono costretti ad emigrare all’estero per cercare un futuro lavorativo.

E’ partita oggi la prima fase del progetto che mirava ad acquisire in forma condivisa  il consenso degli amministratori dei comuni vesuviani. Presente l’Ente della città Città Metropolitana, il Parco Regionale del Vesuvio, nonché la Regione Campania.

"Il progetto è già è pronto - ha spiegato Salvatore Graziano -.. Sarà spiegato nei dettagli a Villa Campolieto di Ercolano il 27 settembre, ma appare già evidente che si intende dotare la comunità produttiva vesuviana attiva nel comparto turistico e i milioni di visitatori che vi arrivano da tutto il mondo attratti dal mito degli Scavi di Pompei, il Vesuvio o le meraviglie del Golfo di Napoli,  di un’applicazione informatica in grado di elaborare e trasmettere dati utili per il business aziendale, oltre a calamitare l’orientamento del turista tra mete  conclamate e opportunità di visita alternativa, consumi, servizi  e risorse aggiuntive del territorio vesuviano.