A cura di Mario Cardone

L’intervento del 2 aprile della squadra di operai di una ditta privata, appaltato dal Comune di Pompei per sanificare una scala del parco condominiale “I Gerani”,  ha fatto scattare una serie di proteste da parte dei residenti. Riguardano in primis l’informazione preventiva agli utenti dei servizi di sanificazione e del motivo che ne ha determinato l’urgenza.

Si protesta anche per l’organizzazione e la qualità dei servizi, che dimostra che a Pompei non si dovrebbe avvicendare esclusivamente la direzione politica.

Riguardo al COC - il Centro Operativo Comunale istituito per l'emergenza coronavirus -,  qualcuno dovrebbe spiegare a chi di dovere che in caso di emergenza questo organismo dovrebbe accentrare i poteri amministrativi relativamente alle iniziative che riguardano la pandemia e non limitarsi alla gestione del volontariato.

Non a caso sono stati messi dirigenti e funzionari di alto livello agli snodi della macchina operativa d’emergenza che ad un mese circa dalla sua costituzione mette ancora in evidenza il “palleggio” di competenze e responsabilità tra i funzionari dei vari comparti.

Riguardo, poi, ai tamponi che vengono eseguiti ai residenti pompeiani, per accertare l’eventuale contagio da Covid-19, il loro numero e il tempo di esecuzione è ancora un mistero a Pompei, diversamente da tante altre città della Campania.

Il condominio “I Gerani” di via Aldo Moro, tramite il suo amministratore (avvocato Domenico Esposito) ha contestato al Comune di Pompei la mancanza della preventiva informazione sulla sanificazione di una scala, al fine di consentire la preparazione psicologica e materiale alla prestazione del servizio e all’ingresso di sconosciuti nel condominio che, per quanto scortati dai vigili urbani, non hanno incontrato un ambiente preparato a fronteggiare i disagi che il servizio di bonifica sanitaria-ambientale comporta.

Si deve, peraltro, tener conto che in questo delicato periodo gli interventi pubblici non gestiti con la dovuta cautela possono creare panico ed essere motivo della diffusione di notizie false.

Anche i condomìni (eventualmente interessati dagli accertamenti sul virus) dovrebbero essere informati, in forma riservata, preventivamente sulla loro condizione sanitaria. Il fatto è che nel caso richiamato di disagio generale, ogni tentativo d’informazione, pur nel rispetto della privacy da parte dei soggetti coinvolti, ha incontrato solo silenzio dall’Amministrazione comunale o tutt’al più la risposte tipo “non so”; oppure “non è di mia competenza”.