"Pompeii Theatrum Mundi" celebra la sua nona edizione tra classici, visioni contemporanee e grandi maestri della scena internazionale. Le pietre antiche del Teatro Grande si accendono di luce, il silenzio del sito archeologico si trasforma in attesa e il teatro torna a essere rito collettivo, esperienza civile, luogo di interrogazione del presente. È dentro questa dimensione unica che dal 18 giugno al 12 luglio 2026 torna "Pompeii Theatrum Mundi", la rassegna ideata dal Teatro di Napoli Teatro Nazionale insieme al Parco Archeologico di Pompei, giunta quest'anno alla sua nona edizione.

Undici serate in uno dei luoghi più suggestivi al mondo, con quattro spettacoli firmati da protagonisti assoluti della scena europea contemporanea: Theodoros Terzopoulos, Emio Greco e Pieter C. Scholten insieme a Roberto Zappalà, Filippo Dini e Àlex Ollé. Un programma che intreccia tragedia classica, danza, ricerca visiva e riflessione politica, confermando il festival come uno degli appuntamenti culturali più autorevoli dell'estate italiana. Presentata al Ridotto del Teatro Mercadante, la nuova edizione rilancia la vocazione internazionale della rassegna, capace negli anni di trasformare il Teatro Grande di Pompei in un "palcoscenico contemporaneo internazionale", dove i classici non vengono celebrati come reperti del passato, ma restituiti alla loro forza originaria: parlare dell'uomo, delle sue paure, dei conflitti, del potere, della guerra, della fragilità.

Non è un caso che il direttore artistico Roberto Andò abbia voluto sottolineare proprio il valore etico e umano del teatro in un tempo attraversato da tensioni globali e crisi profonde: tornare sulle pietre di Pompei, ha spiegato, significa riaffidare all'arte il compito essenziale di preservare uno spazio di umanità e di pensiero. Ad aprire la rassegna, dal 18 al 20 giugno, sarà la prima nazionale de "Le Baccanti" di Euripide diretta dal grande maestro greco Theodoros Terzopoulos, figura centrale del teatro contemporaneo internazionale. Per il regista, che affronta il testo euripideo per la settima volta, Dioniso diventa oggi simbolo del migrante e del rifugiato, corpo errante dentro le ferite del Mediterraneo contemporaneo. In scena Roberto Latini e Alvia Reale guideranno un cast di straordinaria intensità, in uno spettacolo che si annuncia come uno degli eventi teatrali della stagione.

Il 26 e 27 giugno spazio alla danza con "L.A.V.A.", creazione site-specific nata dall'incontro tra le poetiche di Emio Greco, Pieter C. Scholten e Roberto Zappalà. Una partitura fisica e visionaria che mette in relazione energia vulcanica e impulsi umani, trasformando il paesaggio di Pompei in materia viva del movimento scenico. Dal 3 al 5 luglio il festival rinnova la collaborazione con l'INDA di Siracusa ospitando "Alcesti" di Euripide nella regia di Filippo Dini, impegnato anche in scena. Una tragedia che affronta il tema della morte e del sacrificio con dolorosa modernità, riportando al centro interrogativi universali sul senso dell'amore, della perdita e della responsabilità umana. A chiudere la manifestazione, dal 10 al 12 luglio, sarà "I Persiani" di Eschilo diretto da Alex Ollé, storico componente della Fura dels Baus. Con Anna Bonaiuto, Alessio Boni e Giuseppe Sartori, lo spettacolo trasformerà la tragedia della sconfitta persiana in una riflessione feroce sull'arroganza del potere e sul crollo delle illusioni imperiali. Un'opera che risuona con impressionante attualità nel nostro presente attraversato da guerre e tensioni geopolitiche.

Tra le novità di quest'anno anche l'apertura straordinaria del Foro Triangolare nelle serate di spettacolo, annunciata dal direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel. Nel corso degli anni "Pompeii Theatrum Mundi" è riuscito a costruire un'identità forte e riconoscibile: non semplice festival estivo, ma laboratorio culturale capace di mettere in dialogo il patrimonio classico con le inquietudini del contemporaneo.