A cura di Mario Cardone

Quali saranno i candidati a sindaco? La gente, a Pompei, ora è curiosa di sapere. Così il giorno dopo l’elezione del primo cittadino e capo della coalizione politica che comanda a Palazzo De Fusco: “Quando lo sfiduceranno?”. E’ la domanda immediata dei cittadini che si sarebbero attesi chissà quale miracolo, come se il sindaco non fosse stato eletto con i loro voti.

E’ così partito l’ennesimo tormentone della formazione delle liste civiche e, probabilmente, l’unica lista di partito (quella del Partito Democratico) anche se si registra in questi giorni una dichiarazione della senatrice pentastellata Virginia La Mura, che annuncia un grande progetto innovativo per Pompei per superare la crisi. Dichiarazione che farebbe pensare alla formazione di una lista di partito per le elezioni amministrative della prossima primavera. Per il resto sono state da tempo ufficializzate altre segreterie pompeiane di partiti nazionali, ad esempio la Lega. Esse però non riflettono la vita politica reale che si svolge all’interno ma sono esclusivamente il frutto di designazioni fatte dall’alto, senza alcuna forma di democrazia interna.

Le procedure che ancora una volta ripartono a Pompei per formare le aggregazioni politiche aspiranti a governare il Palazzo potrebbero essere raccontate con la metafora ispirata alla novella del pifferaio magico, che portava al suono del piffero i ratti fino al fiume. Chi è il pifferaio, quali soni i ratti e a che cosa serve il piffero ognuno se ne sarà fatta una sua opinione personale ed anche il fiume sappiamo benissimo qual è. Solo che, nel nostro caso, nonostante i “veleni” in esso contenuti i nostri ratti tornano a galla ogni volta più vitali di prima. E si ripete la processione. “E i nomi?” Chiederà a questo punto il solito ingenuo. “Appunto – è la risposta –, sono tornati a galla quelli di prima”