A cura della Redazione
Aveva denunciato scarichi di percolato a mare e per questo era stato licenziato. La storia è quella di Angelo Arpino (
foto), ex operaio di Torre Annunziata della T.M.E. SpA, società che gestisce il depuratore Foce Sarno, nel quartiere CMI di Castellammare di Stabia. TorreSette lo intervistò nel gennaio del 2009 e raccolse il suo sfogo e la sua amarezza per aver perso il posto di lavoro perché, secondo la società, avrebbe violato i più elementari doveri di fedeltà e diligenza facendo affermazioni pregiudizievoli dellimmagine dellazienda.
«In qualità di sindacalista - raccontò Arpino al nostro giornale - ero diventato il punto di riferimento dei cittadini e spiegavo loro il funzionamento del depuratore e le eventuali disfunzioni. Limpianto non era munito di pretrattamento del percolato e le analisi del materiale non venivano effettuate allinterno dellimpianto, bensì da laboratori esterni allazienda. Queste mie osservazioni - continua Arpino - provocarono la protesta dei residenti che si rivoltarono contro la società che gestisce limpianto di depurazione. Da quel momento è incominciata la mia odissea». Arpino fu poi licenziato il 4 settembre 2007. E´ di pochi mesi fa l´inchiesta della Procura di Napoli che ha portato all´arresto di diverse persone proprio per lo scandalo legato agli sversamenti abusivi a mare. Una situazione che ha spinto anche il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, a costituirsi parte civile nel processo. In sostanza, Angelo Arpino aveva ragione, denunciando anni prima lo scempio che si stava perpetrando ai danni dell´ecosistema della costa torrese-stabiese. Come riconoscimento per il suo senso civico, ha ottenuto il licenziamento!
Sulla questione del depuratore Foce Sarno e sulla vicenda di Angelo Arpino, l´Associazione Nazionale Usicons ha organizzato un´assemblea pubblica che si svolgerà lunedì 9 maggio, alle ore 18, presso i locali del Caffè Letterario Nuovevoci di via Gambardella. «In funzione di sindacato difendo il lavoratore licenziato Angelo Arpino (operaio presso il depuratore), l´unico operaio che denunciò quello che accadeva a quei tempi - spiega il segretario provinciale dell´Usicons, nonché delegato nazionale dell´Usi, Carlo Carotenuto -. In quanto Usicons siamo stati impegnati nella difesa del territorio e dei nostri concittadini, organizzando nel 2009, presso l´Istituto de Chirico di Torre Annunziata, un´assemblea pubblica. L´evento, intitolato Depuratore Foce Sarno. I Cittadini chiedono la verità, ebbe luogo in tempi non sospetti e coloro che come me ne presero parte, esponendosi in prima persona, denunciarono gravi inadeguatezze strutturali e di funzionamento dell´impianto - prosegue il sindacalista -. Venne resa pubblica l´incertezza sulla provenienza dei materiali che suscitò il dubbio di un consapevole e abusivo smaltimento del percolato durante l´emergenza rifiuti in Campania: va da sé che il mancato collegamento dell´impianto con i Comuni alimentava le nostre ipotesi». «E´ stata duqnue confermata la versione dei fatti denunciata all´epoca dall´operaio Angelo Arpino in tutte le sedi istituzionali, anche in qualità di Rappresentante Sindacale; ma soprattutto in quello giuridico che ci vede impegnati come Parte Civile a tutela dei cittadini/e torresi e stabiesi, sono stati ribaditi i seri e validi motivi di preoccupazione che l´Usicons segnalava da tempo», conclude Carotenuto.