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Colluso con la camorra, maxi sequestro a ex consigliere regionale della Campania

Colluso con la camorra, maxi sequestro a ex consigliere regionale della Campania

Fu eletto nel 2005, per i giudici era al soldo del clan dei Casalesi. Affari nel settore dei rifiuti

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Maxi sequestro di beni a ex consigliere regionale, nonché imprenditore attivo nel settore dei rifiuti, colluso con il can dei Casalesi. La Polizia di Stato e il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, in esecuzione di apposito decreto della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, emesso su proposta del Questore di Caserta, hanno sottoposto a confisca, in via definitiva, in Campania e nel Lazio, beni, partecipazioni societarie, rapporti finanziari e bancari, nonché indennità e somme derivanti dal vitalizio consiliare per un valore di circa 2,5 milioni di euro, riconducibili all'uomo, condannato dalla Corte di Appello di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa, con sentenza passata in giudicato.

Eletto nel 2005 nel Parlamento regionale, l'imprenditore è stato riconosciuto colluso con i reggenti del clan dei Casalesi - fazioni Schiavone e Bidognetti, almeno dal 2000 in poi e comunque già prima della sua elezione al Consiglio regionale. Avrebbe asservito sia la propria attività imprenditoriale nel settore dei rifiuti sia quella politica alle esigenze camorristiche, ricevendo in cambio un appoggio determinante per la sua stessa affermazione imprenditoriale ed un decisivo sostegno elettorale.

Le indagini di polizia giudiziaria hanno dato riscontro alle dichiarazioni di molteplici collaboratori di giustizia, permettendo di accertare che l’imprenditore ed ex consigliere abbia fornito la sua continua disponibilità a porsi come intermediario tra gli amministratori degli Enti locali e le organizzazioni criminali di riferimento, per drenare a favore di queste ultime appalti e contributi pubblici, riuscendo quasi a monopolizzare il redditizio settore economico della raccolta e smaltimento dei rifiuti, anche oltre i confini del territorio casertano, determinandone di fatto la sua pericolosità sociale.

Sono stati così sottoposti a confisca 7 fabbricati, dislocati tra i Comuni di Caserta (CE), Casal di Principe (CE), Arienzo (CE), Gaeta (LT) e Formia (LT), quote societarie riconducibili a 2 impreseattive nel settore immobiliare e nel campo dell’ingegneria integrata, una autovettura e un motociclo, gli emolumenti e le indennità percepite (inerenti l’intero periodo di consiliatura), per un valore pari a 834.226,46 euro, e il maturando vitalizio consiliare (per il periodo postumo dal raggiungimento del sessantesimo anno di età, da quantificare) in seno alla Regione Campania, per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro.

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