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Sorrento, perseguita e minaccia l'ex compagna: 26enne finisce in carcere

Sorrento, perseguita e minaccia l'ex compagna: 26enne finisce in carcere

Telefonate e messaggi anche di notte. La donna aveva cambiato le proprie abitudini di vita

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Non avrebbe accettato la fine della relazione e, secondo l'accusa, avrebbe trasformato la vita dell'ex compagna in un incubo fatto di telefonate continue, messaggi minatori che minavano l'incolumità della donna, rivolte anche ai familiari della donna e al suo nuovo partner.

A Sorrento i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato un 26enne gravemente indiziato di atti persecutori aggravati. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina.

La denuncia e la paura della donna

Le indagini sono partite dalla querela presentata nel luglio 2026 dalla vittima alla Stazione dei Carabinieri di Massa Lubrense. La donna, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si era presentata in caserma in un forte stato di agitazione, manifestando il timore per la propria incolumità a causa delle continue minacce che avrebbe ricevuto dall'ex compagno.

Gli accertamenti condotti dai militari, sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata, avrebbero fatto emergere un quadro di violenze fisiche e psicologiche e comportamenti persecutori iniziati già durante la relazione e proseguiti dopo la rottura.

Chiamate notturne e chat con cancellazione automatica

Il 26enne, secondo l'ipotesi investigativa, avrebbe esercitato un controllo costante sull'ex compagna, tempestandola di telefonate e messaggi soprattutto durante le ore notturne.

Per evitare di lasciare tracce avrebbe inoltre utilizzato chat con cancellazione automatica, attraverso le quali avrebbe inviato anche messaggi vocali contenenti esplicite minacce di morte. Le intimidazioni non sarebbero state rivolte soltanto alla donna, ma anche ai suoi familiari e al nuovo compagno.

Una situazione che avrebbe provocato nella vittima un grave e persistente stato di ansia e paura, fino a costringerla a cambiare radicalmente le proprie abitudini: sarebbe rimasta prevalentemente chiusa in casa, uscendo soltanto se accompagnata.

Chat e audio acquisiti dagli investigatori

A sostegno del quadro indiziario sono state raccolte testimonianze e acquisiti numerosi riscontri dalle chat e dagli audio estratti dal telefono della vittima.

Sulla base degli elementi raccolti, il gip ha ritenuto la custodia cautelare in carcere l'unica misura adeguata a scongiurare il rischio di ulteriori condotte ai danni della donna.

Al termine delle formalità di rito, il 26enne è stato trasferito in carcere, a disposizione dell'Autorità giudiziaria.

Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere sottoposte al vaglio processuale, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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