Oltre 223 chili di sigarette di contrabbando nascosti tra borse e abitazione. È quanto hanno sequestrato i militari della Guardia di Finanza di Napoli nel corso di un'operazione condotta a Torre Annunziata, nell'ambito del rafforzamento estivo dei controlli sul territorio.
A entrare in azione sono stati i Baschi Verdi del Gruppo di Torre Annunziata, impegnati in una serie di verifiche in diversi quartieri della città, tra cui il Parco Penniniello.
Proprio durante un pattugliamento nella zona, i finanzieri hanno notato un uomo che percorreva le strade del quartiere a bordo di una bicicletta elettrica, trasportando alcune borse che apparivano particolarmente pesanti.
Alla vista della pattuglia, secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, l'uomo avrebbe tentato di allontanarsi rapidamente. La fuga è però durata poco: i militari lo hanno raggiunto e sottoposto a controllo.
Nei borsoni oltre 8 chili di sigarette
All'interno dei borsoni sono stati trovati oltre 8 chili di tabacchi lavorati di contrabbando. Lo stato di agitazione dell'uomo e la presenza di precedenti specifici hanno spinto i finanzieri ad approfondire gli accertamenti, estendendo la perquisizione alla sua abitazione.
È qui che è emersa la parte più consistente del sequestro. La casa, secondo la Guardia di Finanza, era stata trasformata in un vero e proprio deposito abusivo di sigarette.
All'interno erano stipate numerose confezioni di diverse marche, tra cui Marlboro, Camel, Winston, Chesterfield e L&M. Al termine dell'operazione, il quantitativo complessivo sequestrato ha superato i 223 chilogrammi di tabacchi lavorati di contrabbando.
L'uomo posto agli arresti domiciliari
Il responsabile è stato posto agli arresti domiciliari e deferito alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.
L'operazione rientra nel piano di intensificazione dei controlli predisposto nel periodo estivo dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, con particolare attenzione al contrasto dei traffici illeciti sul territorio.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L'indagato è da considerarsi innocente fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna, in applicazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.
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