A cura di Giuseppe Chervino


«Non ho paura di essere normale in un mondo che va controcorrente. Di correre sotto il sole e ballare sotto la pioggia, mentre in tanti si affrettano a sparare contro cuori e muri! Non mi sento “strana” se parlo di felicità!».

Anna Vitiello accende anima, occhi e cuore e declina l’essenza del Festival “Appuntamento con la felicità”.  E lo fa in occasione dell’anteprima della manifestazione tra il fascino, la suggestione e il mistero della Cripta della Basilica dello Spirito Santo a Torre Annunziata. Anna Vitiello, responsabile del “Progetto Cripta”, nell’introduzione della seconda edizione del Festival viene affiancata da Marinella Antonacchio, presidente dell’altra associazione che promuove l’evento, “Familiarmente”.

Un’anteprima semplicemente sontuosa quella di ieri sera, soprattutto per l’elevatissimo spessore artistico del monologo rappresentato: “Manco ‘o tiempo do dicere”, testo ispirato a “Compleanno” che Enzo Moscato scrisse nel 1986 all’indomani della tragica, prematura scomparsa dell’amico e drammaturgo Annibale Ruccello. La performace è preceduta da una dotta “preparazione” del pubblico da parte di Giancarlo Guercio, docente dell’Università di Salerno, regista teatrale nonché sindaco del comune di Buonabitacolo. Poi sul palco sale lei, Rosalia Terrana che ipnotizza i presenti. Un racconto espressivo, profondo, corporale, intenso che si trasforma in rito filosofico. Avvolgente e avvincente. Meditativo e irriverente. D’altronde è lo stesso Moscato che afferma: «Il mio teatro non lo puoi distinguere da una tradizione epistemologica, filosofica».

La colta regia di Eduardo Zampella completa e impreziosisce una realizzazione teatrale di cifra notevole. Niente male per un’anteprima.