Prosegue il trend negativo dei visitatori agli scavi archeologici di Oplonti, a Torre Annunziata. Un calo iniziato nel 2023 e confermato negli anni successivi, che nel 2025 ha portato a una perdita complessiva di migliaia di ingressi, nonostante il grande valore storico e artistico del sito. Oplonti continua infatti a rimanere in ombra rispetto alla vicina Pompei, intercettando solo una quota marginale del flusso turistico dell’area vesuviana.

Nel dettaglio, nel 2023 il sito oplontino aveva registrato 50.957 visitatori. Nel 2024 le presenze sono scese a 44.628, con una diminuzione di oltre seimila ingressi. Il trend negativo si è ulteriormente accentuato nel 2025, anno che si è chiuso con 42.067 visitatori.

Il confronto con gli altri siti del Parco archeologico vesuviano evidenzia dinamiche differenti. Pompei, pur restando una delle mete culturali più visitate al mondo, ha registrato nel 2025 un lieve calo rispetto all’anno precedente, passando da 4.069.377 a 4.000.090 ingressi. Segno opposto, invece, per le Ville di Stabia, che nel 2025 hanno fatto registrare un incremento di oltre 11mila visitatori, salendo da 44.315 a 55.982 presenze. In lieve aumento anche le visite al Museo di Boscoreale, che nel 2025 ha raggiunto quota 10.654 ingressi contro i 10.473 del 2024.

Il calo di Oplonti si inserisce in un contesto più ampio legato alle trasformazioni del turismo italiano: l’aumento dei costi, la crescente preferenza per forme di turismo lento ed esperienziale e una certa “stanchezza” verso il turismo di massa emersa nel periodo post-Covid. A questi fattori generali si sommano criticità locali, come la carenza di servizi e collegamenti di trasporto poco efficienti. Nel frattempo, siti concorrenti come Ercolano continuano a crescere, con un aumento stimato intorno al 6 per cento, segnalando una progressiva riallocazione delle preferenze dei visitatori verso destinazioni percepite come più accessibili e meglio organizzate.

Come invertire la tendenza negativa

Per invertire la tendenza negativa, il sito archeologico di Oplonti ha bisogno di una strategia mirata che vada oltre la semplice valorizzazione del patrimonio storico, già di per sé straordinario. In primo luogo, è fondamentale migliorare l’accessibilità e i servizi: collegamenti più efficienti con Pompei e gli altri siti vesuviani, una segnaletica adeguata, servizi di accoglienza e informazioni multilingue rappresentano elementi imprescindibili per rendere l’esperienza di visita più fluida e attrattiva.

Accanto a questo, diventa centrale una politica di promozione integrata. Oplonti dovrebbe essere inserita stabilmente in percorsi turistici e biglietti cumulativi che comprendano Pompei, Ercolano, Villa Stabia e Boscoreale, superando l’attuale percezione di “sito minore” e trasformandosi in una tappa naturale del circuito vesuviano.

Un ulteriore impulso potrebbe arrivare dall’organizzazione di eventi culturali, aperture serali, iniziative didattiche e attività esperienziali capaci di intercettare nuove tipologie di pubblico, in linea con la crescente domanda di un turismo più lento e consapevole. Sotto questo aspetto le iniziative promosse dalla la Proloco Oplonti Marina del Sole e dall'Archeoclub sono encomiabili, ma occorrerebbe fare molto di più.

Infine, la sinergia tra istituzioni, Parco archeologico ed enti locali appare decisiva. Solo attraverso una governance condivisa e investimenti mirati sarà possibile restituire a Oplonti la visibilità che merita e trasformare il calo degli ultimi anni in un’opportunità di rilancio duraturo.