I Giovani Democratici di Torre Annunziata accolgono con soddisfazione la pronta risposta del segretario cittadino del Partito Democratico, Ciro Passeggia, ma ribadiscono con forza le proprie critiche sulla gestione del Circolo cittadino, ritenendo che le spiegazioni fornite confermino, piuttosto che smentire, le responsabilità politiche denunciate.
Secondo i GD, il fatto che il canone di locazione non venga versato dal 2018 alla Fondazione Gerardo Chiaromonte non migliora in alcun modo la situazione attuale. La criticità, spiegano, è diventata evidente con l’arrivo dell’avviso di sfratto esecutivo a fine novembre, reso pubblico già nel mese di dicembre da un giornalista e da un quotidiano locale, senza che vi fosse alcun commento ufficiale da parte del Partito Democratico. Un silenzio che, a loro avviso, rende l’intervento odierno della segreteria strumentale e tardivo.
I Giovani Democratici respingono inoltre l’idea di essere chiamati in causa sul controllo del rispetto degli obblighi statutari da parte di consiglieri comunali e assessori che, dal 2018 ad oggi, non avrebbero versato la quota mensile prevista. Un compito che, sottolineano, non spetta ai GD, ma alla classe dirigente del partito, la cui incapacità di far rispettare una norma semplice per oltre otto anni rappresenterebbe un ulteriore elemento di criticità politica.
Analoga valutazione viene espressa rispetto alle responsabilità attribuite alla Federazione napoletana del PD, che non avrebbe trasferito al Circolo torrese la quota spettante per ogni tessera sottoscritta negli ultimi tre congressi. Anche in questo caso, secondo i GD, resta incomprensibile perché si sia dovuto attendere una loro denuncia per rivendicare somme dovute da tempo.
Nel documento, i Giovani Democratici affermano inoltre che rientra nelle piene responsabilità della segreteria cittadina il fatto che una parte del partito boicotti sistematicamente l’attività degli organismi dirigenti, disertando direttivi e segreterie.
In merito alla Commissione di accesso al Comune di Torre Annunziata e alle inchieste sull’attività amministrativa, i GD chiariscono di attendere con riserbo e fiducia l’esito delle verifiche da parte degli organi competenti, respingendo le accuse di silenzio o ambiguità.
Infine, i Giovani Democratici auspicano che quanto emerso venga finalmente riferito ai diretti responsabili politici, sottolineando come la rapidità della risposta ricevuta dimostri che questo sia il momento giusto per assumere decisioni nette. In caso contrario, avvertono, il rischio è quello di una crisi irreversibile che coinvolgerebbe l’intera comunità democratica locale, senza distinzione tra generazioni.
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