Il russo che vince è quello con la erre minuscola: russo di nascita e non di cognome. Il nostro Clemente invece deve accontentarsi dell´argento: le ha prese.
Ha vinto Chakhkeiv 4-2, la tattica azzurra di aspettare e colpire di rimessa non è servita. Ha premiato la veemenza. Visibile lo scoramento di Russo alla fine: la delusione è stata enorme. Decisiva l´ultima ripresa, in cui l´assalto violento del russo, sul 2-2 iniziale, ha piegato Clemente portando a segno due punti decisivi.
Russo è salito sul ring carico serissimo e quasi truce. Dire che la prima ripresa sia stata di studio è un eufemismo: il russo è partito subito all´attacco a testa bassa e ha dato vita ad un corpo a corpo vero e proprio. Il nostro, che lo sapeva, le ha schivate tutte tranne un dritto sul finire che l´ha mandato sotto al primo riposo: 1-0. Nel secondo round, dopo aver incassato anche il 2-0 in controtempo, con un paio di sinistri l´azzurrone ha pareggiato, anche se il pubblico non aveva visto il 2-2 e ha fischiato. Ma il ct Damiani, del resto, aveva protestato prima, perché un colpo del suo era andato perso.
Terza ripresa senza punti: l´italiano prende sicurezza, continua sempre a tenere l´esterno e girare intorno al russo sempre più stanco, che attacca anche in modo scomposto e viene richiamato dall´arbitro per una testata. Sembrava proprio che stesse per andare come l´aveva studiata il nostro, e invece no: le migliori energie le ha avute l´altro nell´ultima frazione.
Il russo Rakhim Chakhkeiv, 25 anni, s´è preso la rivincita della finale mondiale dilettanti perduta lo scorso novembre per un pugno: a Chicago, l´italiano perdeva 3 a 6 e riuscì quella volta a rimontare fino al 7-6. "L´ho telepatizzato", spiegò allora straripante come sempre. Stavolta ha perso il dono. E meno male che Russo aveva detto alla vigilia che la boxe di Chahkhkeiv gli si addice perché è uno che attacca molto mentre lui sa giocare di rimessa. Peccato, perché con la sua spavalderia accattivante, la sua boxe spettacolare e rapida, ci aveva convinto che ce l´avrebbe fatta, gli avevamo creduto davvero quando, da dieci giorni a questa parte, non faceva che ripetere di essere il più bello e il più forte del mondo. Ma, diceva anche, che basta poi un pugno nella boxe olimpica per cambiare tutta la storia. Ne ha presi un po´ piu di uno: e comunque l´argento è da festeggiare
Speriamo allora che ci pensi Roberto Cammarelle domani nei supermassimi a prendersi, proprio contro il cinese Zhilei Zhang, quest´oro che nel pugilato continuiamo a inseguire da vent´anni prendendo solo a cazzotti l´aria. E visto che è anche l´ultimo oro in palio di questi Giochi pechinesi, alle 10.26 italiane, sarebbe ancora più bello mettere Mameli come sigla di chiusura alla XXIX Olimpiade.
Boxe. Russo sconfitto in finale, per lui medaglia d´argento
Il russo che vince è quello con la erre minuscola: russo di nascita e non di cognome. Il nostro Clemente invece deve accontentarsi dell´argento: le ha prese.
Ha vinto Chakhkeiv 4-2, la tattica azzurra di aspettare e colpire di rimessa non è servita. Ha premiato la veemenza. Visibile lo scoramento di Russo alla fine: la delusione è stata enorme. Decisiva l´ultima ripresa, in cui l´assalto violento del russo, sul 2-2 iniziale, ha piegato Clemente portando a segno due punti decisivi.
Russo è salito sul ring carico serissimo e quasi truce. Dire che la prima ripresa sia stata di studio è un eufemismo: il russo è partito subito all´attacco a testa bassa e ha dato vita ad un corpo a corpo vero e proprio. Il nostro, che lo sapeva, le ha schivate tutte tranne un dritto sul finire che l´ha mandato sotto al primo riposo: 1-0. Nel secondo round, dopo aver incassato anche il 2-0 in controtempo, con un paio di sinistri l´azzurrone ha pareggiato, anche se il pubblico non aveva visto il 2-2 e ha fischiato. Ma il ct Damiani, del resto, aveva protestato prima, perché un colpo del suo era andato perso.
Terza ripresa senza punti: l´italiano prende sicurezza, continua sempre a tenere l´esterno e girare intorno al russo sempre più stanco, che attacca anche in modo scomposto e viene richiamato dall´arbitro per una testata. Sembrava proprio che stesse per andare come l´aveva studiata il nostro, e invece no: le migliori energie le ha avute l´altro nell´ultima frazione.
Il russo Rakhim Chakhkeiv, 25 anni, s´è preso la rivincita della finale mondiale dilettanti perduta lo scorso novembre per un pugno: a Chicago, l´italiano perdeva 3 a 6 e riuscì quella volta a rimontare fino al 7-6. "L´ho telepatizzato", spiegò allora straripante come sempre. Stavolta ha perso il dono. E meno male che Russo aveva detto alla vigilia che la boxe di Chahkhkeiv gli si addice perché è uno che attacca molto mentre lui sa giocare di rimessa. Peccato, perché con la sua spavalderia accattivante, la sua boxe spettacolare e rapida, ci aveva convinto che ce l´avrebbe fatta, gli avevamo creduto davvero quando, da dieci giorni a questa parte, non faceva che ripetere di essere il più bello e il più forte del mondo. Ma, diceva anche, che basta poi un pugno nella boxe olimpica per cambiare tutta la storia. Ne ha presi un po´ piu di uno: e comunque l´argento è da festeggiare
Speriamo allora che ci pensi Roberto Cammarelle domani nei supermassimi a prendersi, proprio contro il cinese Zhilei Zhang, quest´oro che nel pugilato continuiamo a inseguire da vent´anni prendendo solo a cazzotti l´aria. E visto che è anche l´ultimo oro in palio di questi Giochi pechinesi, alle 10.26 italiane, sarebbe ancora più bello mettere Mameli come sigla di chiusura alla XXIX Olimpiade.
Ricevi le notizie di tuo interesse direttamente sul tuo smartphone con Whatsapp. Memorizza il numero
+39 353.303.00.84
sul tuo smartphone, Inviaci un messaggio "Ok Notizie"
Chi già riceveva le nostre news deve ripetere la procedura per continuare a riceverle.


