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Boxe. Russo sconfitto in finale, per lui medaglia d´argento

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione
Il russo che vince è quello con la erre minuscola: russo di nascita e non di cognome. Il nostro Clemente invece deve accontentarsi dell´argento: le ha prese. Ha vinto Chakhkeiv 4-2, la tattica azzurra di aspettare e colpire di rimessa non è servita. Ha premiato la veemenza. Visibile lo scoramento di Russo alla fine: la delusione è stata enorme. Decisiva l´ultima ripresa, in cui l´assalto violento del russo, sul 2-2 iniziale, ha piegato Clemente portando a segno due punti decisivi. Russo è salito sul ring carico serissimo e quasi truce. Dire che la prima ripresa sia stata di studio è un eufemismo: il russo è partito subito all´attacco a testa bassa e ha dato vita ad un corpo a corpo vero e proprio. Il nostro, che lo sapeva, le ha schivate tutte tranne un dritto sul finire che l´ha mandato sotto al primo riposo: 1-0. Nel secondo round, dopo aver incassato anche il 2-0 in controtempo, con un paio di sinistri l´azzurrone ha pareggiato, anche se il pubblico non aveva visto il 2-2 e ha fischiato. Ma il ct Damiani, del resto, aveva protestato prima, perché un colpo del suo era andato perso. Terza ripresa senza punti: l´italiano prende sicurezza, continua sempre a tenere l´esterno e girare intorno al russo sempre più stanco, che attacca anche in modo scomposto e viene richiamato dall´arbitro per una testata. Sembrava proprio che stesse per andare come l´aveva studiata il nostro, e invece no: le migliori energie le ha avute l´altro nell´ultima frazione. Il russo Rakhim Chakhkeiv, 25 anni, s´è preso la rivincita della finale mondiale dilettanti perduta lo scorso novembre per un pugno: a Chicago, l´italiano perdeva 3 a 6 e riuscì quella volta a rimontare fino al 7-6. "L´ho telepatizzato", spiegò allora straripante come sempre. Stavolta ha perso il dono. E meno male che Russo aveva detto alla vigilia che la boxe di Chahkhkeiv gli si addice perché è uno che attacca molto mentre lui sa giocare di rimessa. Peccato, perché con la sua spavalderia accattivante, la sua boxe spettacolare e rapida, ci aveva convinto che ce l´avrebbe fatta, gli avevamo creduto davvero quando, da dieci giorni a questa parte, non faceva che ripetere di essere il più bello e il più forte del mondo. Ma, diceva anche, che basta poi un pugno nella boxe olimpica per cambiare tutta la storia. Ne ha presi un po´ piu di uno: e comunque l´argento è da festeggiare Speriamo allora che ci pensi Roberto Cammarelle domani nei supermassimi a prendersi, proprio contro il cinese Zhilei Zhang, quest´oro che nel pugilato continuiamo a inseguire da vent´anni prendendo solo a cazzotti l´aria. E visto che è anche l´ultimo oro in palio di questi Giochi pechinesi, alle 10.26 italiane, sarebbe ancora più bello mettere Mameli come sigla di chiusura alla XXIX Olimpiade.
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