A cura di Massimo Corcione*

Benevento è molto più vicina a Torino di quanto l’Europa non lo sia rispetto all’Italia. Se ne è accorta la Juventus che ha incassato una sentenza di assoluzione pochi giorni dopo aver subito una condanna senza attenuanti contro il Real Madrid di Cristiano Ronaldo. È stato come un ritorno sulla Terra dopo aver visto i marziani in Champions League, anche se Diabaté ha provato a vedere l’effetto che fa travestirsi da CR7 per far paura alla Juve. Sono stati minuti esaltanti soprattutto per gli spettatori napoletani, i più interessati a quella sfida alla logica e alla ragione che metteva di fronte due squadre separate da sessantacinque punti prima del calcio d’inizio.

Sognare non costa nulla, ed è pure divertente, molto divertente: bastano due prodezze di un gigante maliano per riaprire un campionato forse già chiuso. Poi ti accorgi che in serie A la differenza può farla anche Dybala e il sogno si chiude con un brusco risveglio. Lontano dal mito Real, può accadere di fare tre gol come un tempo ormai remoto capitava quando il simbolo si chiamava Giampiero Boniperti. Paragoni che regalano suggestioni a chi ancora frequenta i libri di storia calcistica. Ma se sei il Napoli e stai imparando a cibarti di presente, se finora hai vissuto la stagione più bella degli ultimi ventotto anni, hai il dovere di fare tutto il possibile perché il progetto scudetto resti attuabile almeno fino allo scontro diretto del 22 aprile. Sulla strada spunta il Chievo, l’avversario che meno di tutti ti ha fatto regali, e l’occasione diventa ancora più importante da sfruttare. Come capita spesso quando giochi per la posta più alta.

Non ci sono giustificazioni, non vale neppure quel dettaglio dei sette punti di distacco dalla capolista juventina. Devono necessariamente tornare a essere quattro, il margine minimo perché la grande illusione possa resistere. Non serve neppure ricordare che Albiol non ci sarà, che Jorginho è fermo per squalifica. Diawara e Rog devono convincersi che possono essere titolarissimi come gli altri, Milik deve solo pensare a cancellare quei pochi centimetri che fecero schiantare sulla traversa il pallone calciato in rovesciata contro il Sassuolo. Se non hai Ronaldo oppure Messi, questi piccoli particolari coprono anche gli abissi. E Juve e Napoli sono molto più vicini di quanto non certifichi la classifica.

(Nella foto, una fase concitata della partita di andata tra Chievo e Napoli, finita 0 a 0)

*Già Direttore di Sky Sport