Il divieto disposto in occasione della partita di sabato sera contro la Cavese provoca la dura reazione dei vertici del Savoia.
In un comunicato firmato da Emanuele Filiberto di Savoia, Nazario Matachione e Arcangelo Sessa, la società definisce il provvedimento «un fulmine a ciel sereno», ricordando il comportamento tenuto durante la stagione dai sostenitori e dai gruppi organizzati biancoscudati.
«Comportamento esemplare in casa e in trasferta»
Secondo il club di Torre Annunziata, dall’inizio del campionato i tifosi del Savoia avrebbero offerto una prova di responsabilità, maturità e rispetto delle regole, sia nelle partite casalinghe sia durante le trasferte.
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«Non sono parole. Sono fatti», sottolinea la società, richiamando alcune gare considerate particolarmente delicate sotto il profilo dell’ordine pubblico.
Tra queste viene citata soprattutto la trasferta di Caserta, definita una partita da “bollino rosso”, durante la quale le due tifoserie avrebbero dimostrato grande senso di responsabilità.
Per il Savoia, quanto accaduto a Caserta non rappresenterebbe un episodio isolato, ma la conferma del comportamento corretto mantenuto dai suoi sostenitori durante l’intera stagione.
Il lavoro di prevenzione della società
Nel comunicato il club rivendica anche il lavoro svolto sul fronte della prevenzione. Tra le iniziative ricordate figurano l’introduzione della tessera del tifoso, gli incontri promossi con i sostenitori, il dialogo con le diverse componenti della tifoseria e la definizione di regole chiare.
«Abbiamo chiesto responsabilità e la responsabilità è stata dimostrata con i fatti», affermano i firmatari.
Da qui la sorpresa e l’amarezza per una decisione che, secondo la società, non terrebbe adeguatamente conto del percorso intrapreso e dei comportamenti registrati durante la stagione.
«Rispettiamo le autorità, ma possiamo esprimere il nostro pensiero»
Il Savoia chiarisce di rispettare le decisioni delle autorità e di voler continuare a osservare leggi e regole con senso di responsabilità.
Allo stesso tempo, però, il club rivendica il diritto di manifestare il proprio dissenso: «Rispettare una decisione non significa rinunciare a esprimere, con altrettanto rispetto, il nostro pensiero».
La società non chiede di cancellare quanto accaduto in passato, ma invita le autorità a riconoscere il cambiamento dimostrato nel presente.
«Il passato non diventi una condanna permanente»
È questo il passaggio centrale della presa di posizione. Secondo i vertici del Savoia, continuare a valutare la tifoseria esclusivamente sulla base di episodi risalenti nel tempo rischierebbe di vanificare il principio stesso del cambiamento.
«Se chiediamo alle persone di cambiare, dobbiamo anche essere capaci di riconoscere quel cambiamento quando viene dimostrato», si legge nella nota.
Diversamente, il passato finirebbe per trasformarsi in una «condanna permanente, in una sorta di fine pena mai».
Il Savoia assicura che proseguirà lungo la strada del dialogo, della prevenzione e del rispetto delle istituzioni, continuando però a sostenere con fermezza un principio: «Il passato deve insegnare, non condannare per sempre. Il cambiamento si dimostra con i fatti. E i fatti devono contare».


