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Savoia, contestazione durante l'allenamento. La dura replica di Matachione: «Non abbiamo paura di nessuno»
«Il Savoia siete voi? Forse quello degli ultimi 25 anni sì!». Comincia con questa provocazione il duro intervento di Nazario Matachione, che denuncia quanto sarebbe accaduto ieri allo stadio Giraud, durante l’allenamento del Savoia alla vigilia di una partita considerata decisiva.
Secondo il suo racconto, tre persone avrebbero urlato dalla zona Distinti, intimandogli di andare via e rivendicando con il coro «Il Savoia siamo noi» il proprio legame con la squadra. «Abbiamo già segnalato l’episodio alle forze dell’ordine», afferma Matachione, invitando i contestatori a rivolgersi direttamente a lui senza interferire con la preparazione dei calciatori.
«Il Savoia siamo noi»: la replica di Matachione
Il dirigente contesta soprattutto i modi e il momento scelti per la protesta: «Volete contestare me? Fatelo apertamente. La squadra lasciatela lavorare». Poi richiama le responsabilità economiche di chi gestisce una società calcistica: «Vorrei sentirvelo dire anche a fine mese, quando c’è da pagare gli stipendi, versare i contributi e rispondere degli impegni presi».
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Matachione giudica «anomale» anche altre contestazioni e si domanda come il disturbo agli allenamenti possa aiutare il Savoia a evitare la retrocessione. Nel suo intervento formula inoltre una serie di interrogativi sull’eventuale presenza di interessi esterni, citando la possibilità di un ex presidente intenzionato a tornare, di un nuovo titolo sportivo o di interessi legati al prossimo bando per lo stadio. Si tratta di ipotesi avanzate dallo stesso Matachione, che precisa: «Spetta alle forze dell’ordine accertare se qualcuno abbia avuto un ruolo nell’episodio di ieri».
Il richiamo al 2005 e le prossime sfide
Nel suo sfogo Matachione torna anche al 2005, ricordando cori analoghi, bombe carta, fumogeni, sanzioni e partite a porte chiuse, oltre a un corteo diretto verso la sua ex farmacia. «Ricordo bene come andò a finire per il Savoia», sottolinea, spiegando perché considera grave l’episodio.
L’attenzione si sposta quindi sui prossimi impegni: prima una partita casalinga importante contro la capolista Potenza, poi la trasferta a Giugliano, contro la società che, nelle sue parole, «ha portato via il titolo sportivo da Torre Annunziata».
La conclusione è un messaggio netto ai contestatori: «Non abbiamo paura di niente e di nessuno. Non ci riuscirete». E ancora: «Continueremo a fare il nostro lavoro, nel rispetto delle regole e al fianco delle istituzioni. Difenderemo il Savoia e Torre Annunziata. Le urla dalla ringhiera non decideranno il futuro di questa squadra».
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