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Savoia 1908

Savoia 1908

Nato nel 1908, il club biancoscudato ha attraversato oltre un secolo di calcio italiano, passando dalla finale per il titolo nazionale del 1924 alla Serie B, dalle grandi sfide con le squadre più prestigiose del Paese ai fallimenti societari e alle successive rinascite.

Ma la storia del Savoia non è soltanto una successione di campionati, risultati e presidenti. È profondamente intrecciata con quella di Torre Annunziata, con la sua tradizione industriale, le trasformazioni sociali, il rapporto con Napoli e con l'identità di una tifoseria che ha continuato a riconoscersi nei colori biancoscudati anche nei momenti più difficili.

Le origini: il calcio arriva dal mare (1906-1908)

La storia del calcio a Torre Annunziata comincia prima della nascita ufficiale del Savoia.

All'inizio del Novecento, il porto cittadino era uno dei principali punti di collegamento commerciale della Campania. Navi straniere, soprattutto inglesi, trasportavano merci e materie prime destinate alle industrie locali.

Secondo le ricostruzioni storiche, furono proprio i marinai inglesi, in particolare quelli della nave Canopic, a introdurre il gioco del calcio sulle banchine del porto.

Nel 1906 nacque la Torrese, una delle prime esperienze calcistiche cittadine.

Due anni più tardi arrivò la svolta.

Il 21 novembre 1908 nasce l'Unione Sportiva Savoia

Il 21 novembre 1908, un gruppo di imprenditori, proprietari di molini e pastifici e rappresentanti della borghesia cittadina, fondò l'Unione Sportiva Savoia.

La nascita del club avvenne in una Torre Annunziata economicamente vivace, conosciuta per la produzione della pasta e per la presenza di importanti stabilimenti industriali.

Perché si chiamò Savoia?

Non esiste una spiegazione documentale definitiva. Le ricostruzioni tramandano tre ipotesi: un omaggio alla dinastia reale dei Savoia, un riferimento al grido militare «Avanti Savoia!» oppure il nome del cinema-teatro Savoia, dove si sarebbero riuniti i fondatori.

Anche il bianco, colore storico della squadra, ha un significato particolare. Secondo la tradizione, sarebbe stato scelto per richiamare la farina, simbolo dell'industria molitoria e pastaria di Torre Annunziata.

Dai primi campi al Campo Oncino (1908-1920)

I primi calciatori del Savoia giocavano su terreni improvvisati, tra cui la zona delle Montagnelle, caratterizzata da rocce laviche e superfici irregolari.

La squadra affrontava inizialmente formazioni locali, compagini napoletane e rappresentative degli equipaggi stranieri.

Con il passare degli anni, il calcio smise di essere un passatempo riservato ai giovani benestanti e si diffuse progressivamente anche tra i ceti popolari.

Nel 1915 il Savoia si affiliò alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Nel 1916 partecipò alla Coppa Internazionale, un torneo con altre formazioni campane.

Il 1920: l'inaugurazione del Campo Oncino

Un momento decisivo fu l'inaugurazione del Campo Oncino, nel 1920.

L'impianto diventò il teatro delle prime grandi imprese biancoscudate. Alla cerimonia inaugurale partecipò un pubblico numeroso e, secondo i racconti dell'epoca, furono esplosi ventuno colpi di mortaretto per salutare la squadra.

La partita inaugurale contro la Salernitana terminò con una sconfitta per 1-0, ma negli anni successivi il Savoia si affermò come una delle principali realtà calcistiche dell'Italia meridionale

Il 1924: il Savoia a un passo dallo scudetto

La stagione 1923-1924 è il punto più alto della storia sportiva del Savoia.

All'epoca il campionato italiano era organizzato in raggruppamenti geografici. Le vincitrici delle competizioni settentrionale e centro-meridionale si affrontavano per l'assegnazione del titolo nazionale.

Il Savoia riuscì a imporsi nel campionato centro-meridionale, conquistando il diritto di sfidare il Genoa, una delle squadre più forti d'Italia.

La finale di andata: Genoa-Savoia 3-1

31 AGOSTO 1924 — GENOVA

Il Genoa disponeva di una formazione ricca di calciatori della Nazionale italiana.

Il Savoia, allenato da Willy Garbutt secondo alcune ricostruzioni (Garbutt era in realtà alla guida del Genoa nella finale), affrontò una delle squadre più prestigiose del calcio nazionale.

Il risultato fu di 3-1 per i liguri.

La finale di ritorno: Savoia-Genoa 1-1

7 SETTEMBRE 1924 — CAMPO ONCINO

Il ritorno si disputò a Torre Annunziata, davanti a un pubblico entusiasta.

Il pareggio rappresentò un risultato straordinario: il Savoia fu l'unica squadra centro-meridionale capace di evitare la sconfitta in una finale nazionale contro una rappresentante del Nord nel periodo 1913-1926, secondo la ricostruzione della Fondazione Genoa.

La crisi dopo il 1924 e gli anni Trenta

Dopo la stagione straordinaria del 1924, il Savoia non riuscì a mantenersi stabilmente ai vertici del calcio nazionale.

Il club attraversò difficoltà economiche, cambiamenti organizzativi e interruzioni dell'attività.

Tra gli episodi più delicati vi fu una pesante sanzione federale legata a un tentativo di illecito sportivo, che contribuì ad aggravare la crisi finanziaria.

Nel 1929 venne inaugurato il Campo Formisano, destinato a sostituire lo storico Campo Oncino.

Negli anni Trenta la squadra cambiò più volte denominazione. Tra quelle documentate figurano Fascio Sportivo Savoia, Associazione Calcio Torre Annunziata e Spolettificio Torre Annunziata, quest’ultima legata allo stabilimento militare cittadino dove alcuni calciatori prestarono servizio.

I risultati più importanti prima della guerra

Nel campionato 1938-1939 il Savoia arrivò secondo nel proprio girone, alle spalle di una formazione guidata in campo da Fulvio Bernardini.

Nella Coppa Italia 1939-1940 raggiunse i sedicesimi di finale, uno dei risultati più significativi della sua storia nella competizione.

Nel 1942-1943 arrivò terzo nel proprio girone di Serie C.

Il dopoguerra e la Serie B con il nome Torrese (1945-1948)

Con la fine della Seconda guerra mondiale e la caduta della monarchia, la società attraversò una trasformazione anche simbolica.

La squadra assunse la denominazione Unione Sportiva Torrese.

Il cambiamento rifletteva il nuovo clima politico e sociale. Il nome Savoia, legato almeno nell'immaginario alla famiglia reale, appariva meno rappresentativo della nuova Italia repubblicana.

Nella stagione 1946-1947 la Torrese disputò il campionato di Serie B, organizzato allora in più gironi territoriali.

La squadra concluse il campionato al sesto posto, un risultato di grande rilievo.

Il presidente era Antonio Carotenuto e l'allenatore Dario Compiani.

Anche nel 1947-1948 la formazione torrese partecipò alla Serie B. La riorganizzazione dei campionati, con una forte riduzione delle squadre ammesse alla categoria, segnò la conclusione di quell'esperienza.

Questa fase è particolarmente importante perché dimostra che il Savoia, nella sua continuità storica cittadina, ha disputato la Serie B ben prima del 1999, anche se allora si chiamava Torrese.

Dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta: tra Serie C, dilettanti e difficoltà economiche

Il secondo dopoguerra aprì un lungo periodo di instabilità sportiva e societaria.

Il Savoia alternò partecipazioni alla Serie C, alla IV Serie e ai campionati dilettantistici, senza riuscire a costruire una continuità economica adeguata alle ambizioni della piazza. Il club continuò tuttavia a rappresentare un riferimento per la città, soprattutto nei quartieri popolari.

Negli anni Settanta e Ottanta emersero nuove difficoltà finanziarie e frequenti cambiamenti dirigenziali.

Nel 1978 la società passò sotto la presidenza dell'imprenditore Francesco Immobile, in un periodo complesso anche per il contesto cittadino.

Nel 1982 arrivò alla presidenza Michele Gallo, successivamente coinvolto in vicende giudiziarie.

Negli anni Novanta il Savoia visse una delle stagioni più esaltanti della sua storia moderna.

1995: la promozione in Serie C1 con Luigi De Canio

Con Luigi De Canio in panchina, il Savoia conquistò la promozione in Serie C1 nel 1995, superando ai playoff il Matera per 2-1 allo stadio Zaccheria di Foggia.

Fu il primo passo verso il ritorno nel calcio professionistico di alto livello.

La presidenza di Mario Moxedano

Con l'arrivo di Mario Moxedano, la società avviò una campagna di rafforzamento.

A Torre Annunziata arrivarono giocatori di esperienza e giovani promettenti. Tra i protagonisti di quella fase vengono ricordati Carruezzo, De Rosa, Porchia, Marasco e Veronese.

Nel 1997 il Savoia sfiorò la promozione in Serie B, perdendo la finale playoff contro l'Ancona.

Due anni dopo arrivò la rivincita.

13 giugno 1999: il Savoia torna in Serie B

La stagione 1998-1999 fu guidata in panchina da Osvaldo Jaconi.

Il Savoia concluse il campionato al quinto posto con 49 punti, conquistando l'ultimo posto disponibile per i playoff grazie alla classifica avulsa.

In semifinale eliminò il Palermo, vincendo entrambe le partite per 1-0.

La finale si disputò il 13 giugno 1999, allo stadio Partenio di Avellino, contro la Juve Stabia

Fu una vittoria entrata nella memoria collettiva degli sportivi oplontini.

Il successo ebbe un significato ancora più forte perché arrivò contro la Juve Stabia, in un derby particolarmente sentito.

La Serie B 1999-2000 e la successiva retrocessione

Il ritorno in Serie B mise il Savoia di fronte a società con strutture economiche e organizzative superiori.

Nonostante l'entusiasmo cittadino, il campionato fu difficile.

La squadra concluse al diciannovesimo posto e retrocesse in Serie C1.

Tra i protagonisti ci fu l'attaccante Ghirardello, autore di 16 reti.

Non mancarono risultati prestigiosi, tra cui successi contro formazioni più quotate e pareggi importanti.

La retrocessione, però, non cancellò l'importanza storica della promozione del 1999

Dal 2001 al 2010: fallimenti e tentativi di rinascita

Nel 2001 il Savoia visse un'altra gravissima crisi societaria.

Al termine della stagione 2000-2001, nonostante il sesto posto in Serie C1, il club venne escluso dai campionati professionistici per irregolarità finanziarie.

Cominciò un periodo caratterizzato da nuove società, cambi di denominazione, fusioni e tentativi di riportare il calcio torrese ai livelli precedenti.

Tra le denominazioni utilizzate comparvero Intersavoia, Società Sportiva Savoia e Football Club Savoia 1908.

Nel 2009 la crisi raggiunse un nuovo punto critico, con l'interruzione dell'attività della società allora esistente.

Il 2010 e il recupero dello storico marchio

Il 19 giugno 2010 venne costituita una nuova realtà calcistica, nata dall'esperienza dell'Atletico Savoia.

Nel febbraio 2011 la società acquistò all'asta il marchio storico Associazione Calcio Savoia 1908, custodito dopo il precedente fallimento.

Il 2014: il ritorno in Lega Pro e il nuovo fallimento

La stagione 2013-2014 rappresentò un'altra grande rinascita.

Con Vincenzo Feola in panchina e Lazzaro Luce alla guida della società, il Savoia vinse il proprio girone di Serie D, conquistando la promozione in Lega Pro.

Tra i protagonisti ci fu il capitano Francesco Scarpa, autore di 24 reti

Lo stadio Giraud tornò a riempirsi, con migliaia di tifosi sugli spalti.

Ma l'entusiasmo durò poco.

Durante la stagione 2014-2015 emersero gravi problemi societari, penalizzazioni e difficoltà economiche.

Il 28 maggio 2015 il Tribunale di Torre Annunziata dichiarò il fallimento dell'AC Savoia 1908 Srl. Il 10 luglio successivo la FIGC revocò l'affiliazione della società

Dal 2015 al 2022: altre rifondazioni e il trasferimento del titolo sportivo

Dopo il fallimento, il calcio cittadino ripartì attraverso una nuova società, l'Oplonti Pro Savoia.

Nel 2017 tornò la denominazione Savoia 1908, mentre nel 2018 subentrò l'imprenditore Alfonso Mazzamauro.

Il Savoia disputò nuovamente campionati di Serie D, alimentando le speranze di una promozione.

Nel 2021 il trasferimento del titolo sportivo a Giugliano segnò un'altra dolorosa frattura.

Contemporaneamente, attraverso una diversa operazione societaria, un titolo sportivo proveniente da Giugliano arrivò a Torre Annunziata.

Dal 2022 al 2026: Emanuele Filiberto e il ritorno tra i professionisti

Nel novembre 2022 Emanuele Filiberto di Savoia avviò il proprio coinvolgimento nel progetto calcistico cittadino.

L'iniziativa puntava al rilancio sportivo, economico e sociale del club, dopo anni di instabilità.

La sua presenza assunse anche un forte valore simbolico, per la coincidenza tra il cognome della famiglia reale e il nome della società fondata nel 1908.

Le inchieste sulle estorsioni

Nel 2024 la storia del Savoia tornò al centro delle cronache giudiziarie.

Un'inchiesta della magistratura ricostruì presunte estorsioni ai danni della società calcistica, riconducibili, secondo gli investigatori, ad ambienti del clan Gionta. La vicenda evidenziò quanto il rapporto tra calcio, criminalità organizzata e tessuto sociale cittadino fosse un tema delicato.

Il 2026: la promozione in Serie C

La stagione 2025-2026 ha segnato un'altra pagina importante.

Il Savoia, allenato da Raimondo Catalano, ha vinto il girone I di Serie D, conquistando il ritorno in Serie C dopo undici anni.

Tra i protagonisti del progetto societario figurano Emanuele Filiberto e il presidente Nazario Matachione.

Nell'ottobre 2026 Emanuele Filiberto ha annunciato che The RoyaLand Company Ltd., società di cui è presidente, amministratore delegato e socio di maggioranza, ha completato l'acquisizione del 90% del Savoia 1908.

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