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Fallimento di una società del settore raccolta rifiuti, misure cautelari per 3 indagati

Fallimento di una società del settore raccolta rifiuti, misure cautelari per 3 indagati

Sequestrati dalla Guardia di Finanza beni per oltre 750mila euro

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari - personali e reali - nei confronti di tre indagati emessa, su richiesta della locale Procura, dal G.I.P. del Tribunale di Salerno.

Contestati i reati di bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte in relazione al fallimento di una società consortile a responsabilità limitata, operante nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, con numerose commesse presso vari comuni delle province di Salerno e Caserta 

Attraverso l’analisi e l’esame della documentazione contabile e dei bilanci della società fallita, nonché all’esito di numerosi riscontri eseguiti presso i soggetti con cui erano stati intrattenuti rapporti commerciali nel corso degli anni, è stato possibile acclarare, secondo l'ipotesi accusatoria, la consumazione di condotte penalmente rilevanti a carico degli amministratori succedutisi, nel tempo, nella direzione della Scarl.

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In relazione all’ipotesi di bancarotta documentale, gli indagati avrebbero tenuto i libri e le scritture contabili in modo tale da non permettere la ricostruzione del patrimonio della fallita, riportando nell’attivo dello stato patrimoniale numerosi crediti divenuti non più esigibili, omettendo una svalutazione degli stessi e ritardando, contestualmente, l’emersione del dissesto.

Nello stesso ambito, sarebbero stati eseguiti pagamenti preferenziali a beneficio di creditori non privilegiati, in danno della restante massa creditoria rappresentata prevalentemente da ex dipendenti e dall’Erario, in un periodo in cui era già conclamato lo stato di insolvenza nonché atti fraudolenti, da parte di uno dei tre indagati, finalizzati ad impedire la procedura di riscossione coattiva ad opera dell’Agenzia delle Entrate.

Con riferimento alla distrazione di beni, le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria hanno permesso di non rilevare tra gli asset sui quali soddisfare le pretese creditorie sette autoarticolati, quattro autovetture (di cui una di lusso) e somme di denaro per un importo complessivo di 754.573,25 euro.

I provvedimenti cautelari adottati attengono alla misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività di impresa e di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche e imprese per la durata, rispettivamente, di 12, 8 e 6 mesi, nonché ad un sequestro preventivo, diretto e nella forma per equivalente, degli automezzi (tra cui anche un’autovettura di lusso) e delle somme di denaro fino a concorrenza della somma di 754.573,25 euro.

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