"Avere un dispositivo che garantisca una maggiore flessibilità" del controllo glicemico nel diabete di tipo 1, "tra i diversi giorni o addirittura all'interno dello stesso giorno, in diverse fasce orarie, rappresenta ovviamente un plus. E non solo per noi sanitari, ma anche per i nostri pazienti, che si sentono così più tutelati da questo punto di vista". Così Concetta Irace, professore di Scienze e tecniche mediche applicate presso l'università Magna Graecia di Catanzaro e dirigente medico dell'Unità operativa complessa (Uoc) di malattie del metabolismo azienda ospedaliero-universitaria Mater Domini, commenta le innovazioni del sistema Tandem t:slim X2 con tecnologia Control-IQ, presentate oggi a Roma all'incontro 'Moving borders in diabetes care: la tecnologia che modella il cambiamento', organizzato dall'azienda italiana Movi.
"Il miglioramento dell'algoritmo, inteso come dispositivo che consente di erogare in maniera automatica l'insulina in base all'andamento della glicemia", osserva Irace, è tra le le principali novità del percorso di innovazione per la gestione del diabete di tipo 1 del nuovo sistema ibrido a circuito chiuso che combina una pompa per insulina, un sensore per il monitoraggio continuo della glicemia e un algoritmo che modula automaticamente l'infusione basale in risposta ai valori glicemici in chi convive con la patologia. Il nuovo algoritmo Control-IQ+ rende il sistema utilizzabile anche nei bambini a partire dai 2 anni di età e in chi ha fabbisogni insulinici molto bassi o molto alti. Le persone con diabete di tipo 1 "sono diverse - spiega l'esperta - le esigenze sono diverse, le attività quotidiane sono diverse e anche molto varie tra i giorni". Ed è qui che entra in gioco l'innovazione che risponde all'esigenza di diversificare la somministrazione attraverso l'impostazione di profili basali temporanei e boli prolungati fino a 8 ore, anche durante la modulazione automatica dell'insulina da parte dell'algoritmo, offrendo una maggiore flessibilità nella gestione dei bisogni insulinici variabili.
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Questa novità evidenzia come la persona con diabete sia "veramente al centro anche dello sviluppo tecnologico - sottolinea Irace - Molte volte si pensa che questo tipo" di evoluzione "avvenga in un contesto di ingegneria, lontano da quella che invece è la realtà: non è così - rimarca - Oggi stiamo osservando il rispetto massimo per le persone che hanno una patologia cronica e di questo siamo molto soddisfatti". Questa innovazione, conclude, "ci spinge ancora di più a collaborare tra di noi, ma anche con tutti gli altri stakeholders, affinché si raggiunga l'obiettivo comune che è il bene del paziente, che deve essere messo al centro, sempre".


