Torna l'ora solare. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, in Italia dovremo spostare le lancette dell'orologio un'ora indietro: alle 3 del mattino saranno nuovamente le 2. Smartphone, computer e altri dispositivi collegati alla rete effettueranno normalmente il passaggio in maniera automatica.
Guadagneremo quindi un'ora di sonno, ma cambierà anche la distribuzione della luce durante la giornata: il sole sorgerà e tramonterà circa un'ora prima rispetto all'orario segnato dall'orologio.
L'ora solare resterà in vigore fino all'ultima domenica di marzo 2027, quando, salvo modifiche normative, tornerà l'ora legale.
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Cosa cambia per il nostro organismo
Lo spostamento autunnale viene generalmente percepito come meno traumatico rispetto a quello primaverile, perché si guadagna un'ora. Tuttavia anche una variazione apparentemente minima può interferire temporaneamente con il nostro “orologio biologico”.
Nei giorni immediatamente successivi alcune persone possono avvertire alterazioni del sonno, stanchezza o difficoltà di concentrazione. La letteratura esaminata anche dalle istituzioni europee associa infatti i cambi stagionali dell'ora ad alterazioni del bioritmo, sebbene l'entità degli effetti possa variare tra individui e studi.
Ora legale tutto l'anno? L'Europa non ha ancora deciso
Da anni si discute dell'abolizione del doppio cambio annuale.
Nel 2018 la Commissione europea propose di mettere fine al passaggio semestrale tra ora solare e legale. Una consultazione pubblica alla quale parteciparono circa 4,6 milioni di cittadini europei vide l'84% dei partecipanti favorevole all'abolizione del cambio. Nel marzo 2019 anche il Parlamento europeo si espresse a favore della proposta. La riforma, però, non è mai entrata in vigore.
Al 2026 il Consiglio dell'Unione europea non ha ancora raggiunto una posizione comune e non è stata fissata una tempistica per una decisione definitiva. La procedura legislativa risulta tuttora aperta e il sistema attuale resta quindi in vigore.
Il nodo non riguarda soltanto l'abolizione del cambio: occorrerebbe anche evitare una frammentazione tra Paesi confinanti che scelgano orari permanenti differenti, con possibili conseguenze su trasporti, commercio e mercato unico.
Perché mantenere l'ora legale
Il principale vantaggio dell'ora legale è evidente soprattutto nei mesi più caldi: spostando avanti di un'ora le lancette si dispone di più luce naturale nel tardo pomeriggio e in serata.
Questo può favorire attività all'aperto, turismo, commercio e tempo libero. Uno studio del Parlamento europeo ha inoltre rilevato benefici per alcune attività economiche e ricreative e risparmi energetici, seppure marginali.
In un Paese mediterraneo come l'Italia, avere luce più a lungo nelle ore serali è uno degli argomenti maggiormente utilizzati da chi vorrebbe mantenere l'ora legale.
Ma l'ora legale permanente avrebbe anche degli svantaggi
Il problema emerge soprattutto in inverno. Mantenendo l'ora legale per tutti i dodici mesi, al mattino il sole sorgerebbe un'ora più tardi rispetto all'attuale ora solare. In pieno inverno ciò significherebbe iniziare scuola e lavoro con maggiore oscurità mattutina, soprattutto nelle zone più occidentali e settentrionali.
Ed è proprio il rapporto tra orario sociale e ritmo biologico uno degli argomenti utilizzati da chi considera preferibile l'ora solare permanente.
Anche sul risparmio energetico il quadro non è così semplice. Le valutazioni europee hanno indicato che il beneficio energetico dell'ora legale esiste, ma appare complessivamente limitato, mentre i cambiamenti nelle abitudini di consumo e nelle tecnologie hanno ridimensionato l'importanza del fattore illuminazione.
Ora solare o legale permanente: il dilemma resta
La questione, dunque, presenta vantaggi e svantaggi. Con l'ora legale permanente avremmo più luce nel pomeriggio e in serata, ma mattinate invernali più buie. Con l'ora solare permanente, invece, avremmo maggiore luce al mattino e un orario maggiormente allineato al ciclo naturale del sole, rinunciando però a un'ora di luce serale durante una parte dell'anno.
C'è infine una terza possibilità: continuare esattamente come oggi, cambiando l'orario due volte l'anno.
Ed è proprio ciò che accadrà anche nel 2026. In attesa che l'Europa trovi un accordo, l'appuntamento è fissato per domenica 25 ottobre: alle 3 lancette indietro alle 2.


