Una promessa mantenuta, un applauso liberatorio e un abbraccio atteso per mesi. Alessio, 11 anni, di Boscotrecase, sta combattendo la sua battaglia contro la leucemia e, dopo aver lasciato il Santobono Pausilipon, ha voluto raggiungere la squadra che non aveva mai smesso di fargli sentire la propria vicinanza: la Vesuvio Oplonti Volley di Torre Annunziata.
Una storia di paura e sofferenza, ma anche di solidarietà, speranza e rinascita, che da mesi lega il piccolo tifoso alla formazione di pallavolo femminile oplontina.
Quella maglia “Forza Alessio” dopo ogni partita
Durante la scorsa stagione, al termine di ogni gara, le atlete della Vesuvio Oplonti Volley indossavano una t-shirt con una scritta semplice e potente: “Forza Alessio”.
Un gesto diventato un rito. Mentre Alessio affrontava in ospedale cicli di chemioterapia e cure, le giocatrici portavano idealmente con loro sul parquet la sua battaglia. E quel messaggio di incoraggiamento ha finito per rappresentare anche una motivazione in più per la squadra, protagonista di una stagione culminata, ad aprile, con la conquista della serie A3.
Poco prima della conclusione del campionato, giocatrici, staff e dirigenti avevano fatto visita ad Alessio e agli altri piccoli pazienti del Santobono Pausilipon. Un incontro che aveva lasciato un segno profondo nello spogliatoio oplontino.
In quell'occasione era nata anche una promessa: la promozione sarebbe stata festeggiata insieme ad Alessio quando le sue condizioni gli avessero consentito di lasciare l'ospedale.
La telefonata che tutti aspettavano
Poi, finalmente, alla sede della società è arrivata la telefonata tanto attesa.
«Alessio può incontrare la squadra. È fuori dall'ospedale, i cicli di chemioterapia e le cure di tutto il personale del Santobono Pausilipon hanno dato i risultati che tutti speravamo. Dovrà tornare in ospedale per contrastare possibili recidive, ma questa partita l'abbiamo vinta».
Parole che hanno aperto la strada all'incontro atteso per mesi.
Ieri sera, durante l'allenamento alla palestra Catello Scala, la porta si è aperta e Alessio è entrato nella struttura. L'allenamento si è fermato immediatamente. Poi l'applauso delle atlete e dello staff ha riempito la palestra, trasformando per qualche minuto il rettangolo di gioco nel luogo di una festa molto più importante di qualsiasi vittoria sportiva.
Cirillo: «Questa volta è Alessio l'esempio per tutti noi»
A raccontare il significato di quel momento è il presidente della Vesuvio Oplonti Volley, Angelo Cirillo.
«Quanti indossano i nostri colori – ha sottolineato – devono essere d'esempio per i più piccoli, ma questa volta i ruoli si sono invertiti. È Alessio a rappresentare, con la sua resilienza e il suo coraggio, un esempio per tutti noi».
Il presidente ha poi ricordato l'incontro avvenuto in ospedale: «Nella visita al Santobono Pausilipon ci eravamo scambiati un abbraccio che aveva il peso di una promessa da mantenere. Siamo felici».
La battaglia di Alessio prosegue e saranno ancora necessari controlli e cure. Ma ieri sera, alla palestra Catello Scala, c'era soprattutto spazio per la gioia.
La Vesuvio Oplonti Volley aveva conquistato sul campo la sua promozione in serie A3. Quella che aspettava davvero di poter festeggiare era però un'altra vittoria: vedere Alessio entrare da quella porta e poterlo finalmente riabbracciare.


