Ho conosciuto la professoressa Marinetta De Falco moltissimi anni fa. Ero amico del fratello Rosario, per tutti Sarino, allora appena laureato e oggi affermato gastroenterologo a Pompei. Di Marinetta mi colpirono fin da subito non soltanto la grande cultura, ma anche la semplicità d'animo, il carattere solare e quel sorriso che accompagnava il suo modo di rapportarsi agli altri.
Negli anni successivi ci siamo incontrati saltuariamente, scambiandoci un saluto per strada. Ho poi avuto modo di frequentarla maggiormente quando insegnava all'Istituto Tecnico “Cesàro” di Torre Annunziata. Fu allora che scoprimmo di condividere un interesse particolare, quasi una passione: i pupi di Lucio Corelli.
Marinetta aveva realizzato un bellissimo opuscolo dedicato ai pupi di Corelli e a questo straordinario patrimonio culturale della nostra città. Me ne regalò una copia, che purtroppo non sono più riuscito a ritrovare nella mia biblioteca. Sono certo, però, che una copia sia custodita nella biblioteca del “Cesàro”, testimonianza del suo lavoro e della sua attenzione verso la storia e le tradizioni torresi.
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Anch'io mi ero occupato di Lucio Corelli, realizzando una lunga intervista nella quale ripercorrevamo la storia della sua famiglia di pupari, originaria di Napoli e stabilitasi a Torre Annunziata intorno al 1880.
Quella visita a casa di Lucio Corelli
Ricordo in particolare una giornata. Andammo insieme a casa di Lucio Corelli. Ci mostrò i tanti pupi e le marionette che custodiva e ci spiegò anche la differenza tra quelle piccole opere d'arte, che era capace di manovrare con straordinaria maestria.
Marinetta era affascinata. Le brillavano gli occhi per la gioia, ma alla contentezza si accompagnavano anche emozione e tristezza nel vedere quel patrimonio relegato in una stanza anziché esposto permanentemente e restituito alla vita attraverso spettacoli, soprattutto per i bambini.
Era difficile accettare che tanta storia della cultura popolare di Torre Annunziata potesse essere ammirata soltanto in occasioni particolari.
L'amore per i pupi portato anche a scuola
L'amore di Marinetta per quel mondo era così grande che volle portare i pupi anche all'interno della sua scuola, facendoli conoscere agli studenti in più di un'occasione.
Era il suo modo di insegnare: non soltanto attraverso i libri, ma trasmettendo alle nuove generazioni la conoscenza delle proprie radici e facendo comprendere quanto fosse importante custodire la memoria di Torre Annunziata.
Perché Marinetta De Falco non era soltanto un'insegnante. Era una donna che credeva profondamente nella cultura come strumento per conoscere e amare la propria città.
Un sorriso che resterà nella memoria
Con la scomparsa di Marinetta De Falco, Torre Annunziata perde una docente che ha dedicato una parte importante della propria vita alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio cittadino.
Resta il ricordo del suo impegno, della sua passione, della sua semplicità e di quel sorriso che la rendeva immediatamente familiare a chi la incontrava.
E resterà nella memoria dei tanti amici, colleghi, studenti ed estimatori che hanno avuto la fortuna di conoscerla e di apprezzarne, nel corso degli anni, l'impegno assiduo nel raccontare e valorizzare le bellezze e la storia della nostra Torre Annunziata.
A me resterà anche il ricordo di quella giornata trascorsa davanti ai pupi di Lucio Corelli e degli occhi di Marinetta che brillavano davanti a un pezzo della storia della città che tanto amava.


