Un uomo delle istituzioni con una lunghissima esperienza nella lotta alla criminalità organizzata guiderà il Comune di Capaccio Paestum nella delicata fase che porterà alle prossime elezioni amministrative.
Il prefetto di Salerno Francesco Esposito ha nominato commissario prefettizio Francesco Cirillo, prefetto in quiescenza originario di Torre Annunziata, dopo la rinuncia per motivi personali di Armando Gradone. Cirillo sarà affiancato da Antonio Incollingo, viceprefetto in quiescenza, con l'incarico di subcommissario.
La gestione commissariale si è resa necessaria dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali, che hanno determinato la sospensione del Consiglio e l'avvio della procedura prevista dall'articolo 141 del Testo unico degli enti locali.
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Da Torre Annunziata ai vertici della Polizia
Nato a Torre Annunziata il 9 febbraio 1949, Francesco Cirillo è laureato in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Napoli. Entra in Polizia nel 1975 come commissario di Pubblica Sicurezza, iniziando dalla Squadra Mobile di Firenze. L'anno successivo passa a Genova, dove dirige la sezione Furti e Rapine, mentre nel 1980 arriva alla Squadra Mobile di Napoli, occupandosi di omicidi, estorsioni e sequestri di persona.
Sono gli anni più duri della guerra di camorra in Campania. Cirillo partecipa alle grandi indagini contro la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e contro la cosiddetta Nuova Famiglia, operazioni che portarono a centinaia di arresti. Nel 1985, da vicedirigente della Criminalpol di Napoli, coordina le attività che conducono all'arresto in Brasile del boss latitante Antonio Bardellino.
Le indagini a Palermo e la lotta ai Casalesi
Sempre nel 1985 viene inviato alla Squadra Mobile di Palermo, dove partecipa alle indagini sugli omicidi dei funzionari di Polizia Giuseppe Montana e Antonino Cassarà e dell'agente Roberto Antiochia, assassinati da Cosa Nostra.
Nel 1989 diventa dirigente della Squadra Mobile di Napoli e l'anno successivo passa al Servizio Centrale Operativo come responsabile della Divisione Narcotici.
Un'altra tappa particolarmente significativa arriva nel 1993, quando viene nominato direttore del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli. In quegli anni prende parte alla grande offensiva investigativa contro il clan dei Casalesi, nell'ambito dell'operazione Spartacus, con arresti di affiliati e latitanti e sequestri di beni di enorme valore.
Questore e poi vice capo della Polizia
Nel 1997 Cirillo viene promosso dirigente superiore della Polizia di Stato e assume la guida del Servizio Centrale di Protezione, la struttura che si occupa della tutela e della gestione dei collaboratori di giustizia.
Il 28 febbraio 2000 diventa Questore di Salerno. Successivamente ricopre lo stesso incarico a Palermo, dal 2001, e a Bologna, dal 2005. Nel marzo 2008 viene nominato prefetto e direttore centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato.
Pochi mesi più tardi arriva uno degli incarichi più prestigiosi della sua carriera: vice capo della Polizia e direttore centrale della Polizia Criminale, ruolo di assoluto vertice nel sistema nazionale della sicurezza. Una nomina che Torresette raccontò già nel novembre del 2008, sottolineando le origini torresi di Cirillo.
Ora, a distanza di anni dalla conclusione della carriera operativa, per Francesco Cirillo arriva una nuova responsabilità istituzionale. Sarà chiamato a traghettare Capaccio Paestum attraverso la fase commissariale, garantendo la continuità amministrativa dell'Ente fino al ritorno alle urne.


