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Torre Del Greco

torre del greco

Torre del Greco è uno dei centri più importanti della città metropolitana di Napoli. Distesa tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli, occupa una superficie di circa 30,6 chilometri quadrati e rappresenta da secoli uno dei principali poli demografici, economici e culturali dell’area vesuviana.

La città ha costruito la propria identità sul rapporto con due elementi che ne hanno segnato profondamente la storia: il mare e il vulcano. Dal primo sono nate la pesca del corallo, la marineria e l’armatoria; dal secondo sono arrivate distruzioni, ricostruzioni e quella capacità di rinascere che è sintetizzata nel motto cittadino “Post fata resurgo”, “dopo la sventura risorgo”.

Una città di quasi 80mila abitanti

Torre del Greco è stata per lungo tempo una delle città più popolose della Campania. Nel 1991 contava oltre 101mila residenti, mentre nel 2011 la popolazione era scesa a poco meno di 86mila. Il calo demografico è proseguito negli anni successivi.

Alla fine del 2024 la popolazione residente risultava pari a circa 79.400 abitanti, dopo un saldo annuale negativo determinato sia dal rapporto tra nascite e decessi sia dalle cancellazioni anagrafiche superiori alle nuove iscrizioni.

È quindi una città ancora molto popolosa, ma interessata, come gran parte dell’area metropolitana napoletana, da un progressivo processo di invecchiamento e riduzione della popolazione.

Dall’età romana alle grandi eruzioni

Le origini di Torre del Greco sono antichissime. In epoca romana il territorio costituiva probabilmente una zona residenziale collegata alla vicina Ercolano, con ville e insediamenti favoriti dalla posizione panoramica sul golfo. Anche quest’area venne sconvolta dalla grande eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Nel corso dei secoli il territorio passò attraverso dominazioni e trasformazioni fino a entrare stabilmente nelle vicende del Regno di Napoli.

Una data fondamentale è il 1699, quando la comunità riacquistò il possesso del proprio territorio pagando 106mila ducati. Da quel momento conobbero un forte sviluppo il commercio marittimo, la pesca e soprattutto la raccolta del corallo, destinata a diventare una delle attività simbolo della città.

Ma la storia di Torre del Greco è inseparabile dalle eruzioni del Vesuvio.

Quella del 1631 causò devastazioni enormi, mentre l’eruzione del 1794 seppellì parte del centro urbano sotto metri di lava. Proprio questa capacità di ricostruirsi dopo ogni catastrofe ha dato origine al motto cittadino “Post fata resurgo”.

Il corallo, simbolo mondiale di Torre del Greco

Se c’è un’attività che ha reso Torre del Greco famosa nel mondo è certamente la lavorazione del corallo e del cammeo.

La tradizione si sviluppò tra Seicento e Settecento e divenne nel tempo un vero e proprio settore produttivo specializzato. Alla pesca del corallo si affiancò progressivamente la lavorazione artigianale, fino alla nascita di botteghe, laboratori e scuole capaci di formare generazioni di incisori.

Ancora oggi la lavorazione di corallo, cammei e madreperla rappresenta una delle principali identità produttive e artistiche della città.

Il Comune sta inoltre puntando al rilancio di questa tradizione attraverso un nuovo centro di ricerca, formazione e laboratorio del corallo negli ex Molini Marzoli, finanziato con 7 milioni di euro nell’ambito del Cis Vesuvio-Pompei-Napoli.

La grande tradizione marinara

Accanto al corallo, l’altro pilastro storico dell’economia torrese è stato il mare.

Per decenni Torre del Greco ha rappresentato uno dei principali bacini italiani di marittimi. Tra gli anni Cinquanta e Settanta gli iscritti del settore superarono le 30mila unità, alimentando una fase di notevole prosperità economica.

Dalla tradizione dei pescatori di corallo nacquero anche importanti società armatoriali e compagnie di navigazione.

Il settore ha subito profonde trasformazioni e crisi, tra cui quella provocata dal fallimento della Deiulemar, che coinvolse migliaia di famiglie torresi. Tuttavia il lavoro marittimo continua ad avere un forte peso nell’identità economica della città.

Florovivaismo, commercio e attività produttive

L’economia di Torre del Greco non ruota soltanto attorno al mare.

Nel territorio sono presenti numerose aziende del florovivaismo, attività commerciali, laboratori artigiani, imprese orafe e aziende legate alla lavorazione del corallo.

Nell’area di Santa Maria la Bruna è inoltre presente un importante centro ferroviario, mentre il porto continua a rappresentare un’infrastruttura strategica per le attività marittime, turistiche e della pesca.

Negli ultimi anni è cresciuta anche l’attenzione verso il turismo, con l’obiettivo di valorizzare contemporaneamente mare, Vesuvio, ville storiche, tradizione del corallo e patrimonio culturale. Il Comune ha infatti rilanciato la propria presenza alla Borsa Mediterranea del Turismo.

Le ville del Miglio d’Oro

Torre del Greco fa parte dello straordinario itinerario delle ville vesuviane del Miglio d’Oro, costruite soprattutto durante il periodo borbonico tra Napoli e le pendici del Vesuvio.

Residenze nobiliari, giardini e dimore settecentesche testimoniano una stagione nella quale l’area vesuviana divenne luogo privilegiato dell’aristocrazia napoletana.

Tra i luoghi più importanti figura Villa delle Ginestre, legata agli ultimi anni della vita di Giacomo Leopardi.

Torre del Greco e Giacomo Leopardi

La città è infatti strettamente legata alla figura di Leopardi.

Il poeta soggiornò a Torre del Greco negli ultimi anni della sua vita, ospite della famiglia Ranieri, e proprio qui compose “La ginestra” e “Il tramonto della luna”.

Per questo Torre del Greco si fregia del titolo di Città Leopardiana. Villa delle Ginestre è oggi uno dei luoghi culturali più rappresentativi del territorio.

Tradizioni e Festa dei Quattro Altari

Tra le manifestazioni più identitarie spicca la Festa dei Quattro Altari, storica celebrazione religiosa e popolare tornata nel 2024 dopo sedici anni di interruzione.

L’evento unisce fede, arte, scenografie e partecipazione popolare ed è uno dei simboli più forti della tradizione cittadina.

La politica: sindaco Luigi Mennella

Sul piano amministrativo, Torre del Greco è attualmente guidata dal sindaco Luigi Mennella, eletto nel maggio del 2023 alla guida di una coalizione di centrosinistra comprendente, tra gli altri, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, forze ambientaliste e liste civiche.

La Giunta comunale è composta dal sindaco, dal vicesindaco e da sette assessori. Nel febbraio 2026 Mennella ha proceduto a un rimpasto, nominando tre nuovi componenti dell’esecutivo.

Il Consiglio comunale continua a essere caratterizzato da un confronto articolato tra maggioranza e opposizione, mentre l’amministrazione ha indicato tra le priorità il rilancio turistico, le opere pubbliche, la riqualificazione urbana, i servizi e la creazione di nuove opportunità per i giovani.

Una città sospesa tra mare e Vesuvio

Torre del Greco resta una città dalle fortissime contraddizioni.

Ha alle spalle una storia economica straordinaria, legata alla marineria e al corallo, un patrimonio culturale e paesaggistico di grande valore e una posizione geografica eccezionale tra Vesuvio e mare.

Allo stesso tempo deve confrontarsi con problemi comuni a molte grandi città dell’area metropolitana: perdita di popolazione, difficoltà occupazionali, pressione urbanistica, mobilità, tutela del territorio e necessità di rilanciare il proprio tessuto produttivo.

La sfida per il futuro è proprio questa: trasformare la grande eredità del passato in nuove opportunità economiche e turistiche, senza perdere quell’identità costruita nei secoli attorno al mare, al corallo e al Vesuvio.

E, forse, il motto cittadino continua a raccontarla meglio di ogni altra definizione: “Post fata resurgo”, dopo le avversità, risorgo.

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