Andare all'Oncino, stendersi al sole sugli scogli e concedersi un bagno in uno degli angoli più caratteristici della costa di Torre Annunziata è già di per sé un'esperienza particolare. Ma può capitare che, tra una nuotata e una chiacchierata, si incontrino persone semplici e si scoprano storie che meritano di essere raccontate.
È così che ci si rende conto di quanto Torre Annunziata abbia tanti figli di cui essere orgogliosa, anche se pochi conoscono le loro storie.
Uno di loro è Felice Donadio, un “giovanotto” di 82 anni, torrese doc, che con l'Oncino ha un legame lungo praticamente quanto la sua vita. Fin da bambino trascorreva qui le estati insieme ai genitori e ai fratelli, sulla piccola spiaggia e tra quegli scogli che, tanti decenni dopo, continuano ad essere il suo punto di riferimento.
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Lo sport, le medaglie e quarant'anni lontano da Torre Annunziata
A 18 anni Felice partecipa al Festival della Gioventù a Castellammare di Stabia. Si iscrive alle gare sportive e nei 100 metri rana arriva primo, conquistando una medaglia d'oro.
Successivamente parte per il servizio militare nella NATO e, al termine dell'esperienza, riceve come encomio una medaglia d'oro.
Poi arriva il lavoro. Vince un concorso e viene assunto al Ministero dell'Economia e delle Finanze. La carriera lo porta lontano dalla sua Torre Annunziata: Forlì, Benevento, Salerno e Napoli, in un percorso professionale durato quarant'anni.
Ma ci sono luoghi dai quali si può partire senza riuscire mai davvero ad allontanarsi. Per Felice quel luogo è l'Oncino.
Il ritorno a casa e quelle estati sugli scogli
Con la pensione, circa vent'anni fa, arriva il ritorno definitivo a Torre Annunziata. E Felice ritrova anche gli scogli della sua infanzia, dove ancora oggi trascorre le giornate estive insieme all'amico e coetaneo Tullio.
Lo sport, del resto, non lo ha mai abbandonato. Nel corso della sua vita ha praticato nuoto, calcio, pallavolo e podismo. Si è cimentato persino in una traversata a nuoto da Torre del Greco a Torre Annunziata. E a 82 anni non ha alcuna intenzione di fermarsi.
Felice pratica ancora pesca subacquea in apnea. E, quasi a dimostrare che l'età anagrafica a volte conta davvero poco, recentemente tra gli scogli è riuscito a catturare un polpo di ben due chili e mezzo.
Le storie semplici che raccontano una città
Perché raccontare questa storia apparentemente ordinaria? Perché Torre Annunziata non è soltanto la città che ha dato i natali a personaggi diventati famosi in Italia e nel mondo.
È anche la madre di tantissimi uomini e donne che hanno costruito la propria vita lontano da casa, lavorando con serietà e facendosi apprezzare nelle città in cui hanno vissuto, senza mai dimenticare le proprie radici. Persone comuni con storie tutt'altro che comuni. E che, dopo aver percorso tanta strada, sentono prima o poi il richiamo di casa.
Per Felice Donadio quel richiamo ha il rumore del mare, il profumo della salsedine e la forma degli scogli dell'Oncino.
Il luogo dove tutto è cominciato e dove, a 82 anni, continua ogni estate a tornare.
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