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Torre Annunziata, nei cantieri oplontini si costruiscono ancora navi: varato il motopontone Solinav

Torre Annunziata, nei cantieri oplontini si costruiscono ancora navi: varato il motopontone Solinav

La nuova unità navale, progettata in Campania, è stata varata nelle acque oplontine. Il progetto guarda anche al reinserimento lavorativo di persone provenienti dagli istituti penitenziari.

(3 minuti di lettura)

Torre Annunziata riscopre una delle sue vocazioni più antiche: quella legata al mare, al porto e alla cantieristica navale. Dai cantieri della città oplontina è stato recentemente varato e battezzato il nuovo motopontone multifunzionale di Solinav S.r.l., società nata dall'iniziativa di quattro professionisti campani.

Un progetto imprenditoriale che unisce tecnologia, economia del mare e attenzione al sociale e che proprio a Torre Annunziata ha trovato il luogo nel quale trasformare un'idea progettuale in una nuova unità navale.

Un motopontone Made in Campania

La costruzione dell'imbarcazione è iniziata nel 2022. Il motopontone misura 18,50 metri di lunghezza e 8 metri di larghezza, con un'altezza complessiva di circa 7,50 metri considerando la sovrastruttura.

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La progettazione è stata curata internamente dalla società e punta soprattutto sulla versatilità. L'unità è stata infatti concepita per poter operare anche in porti e zone costiere caratterizzati da spazi ridotti e bassi fondali, dove mezzi navali tradizionali possono incontrare maggiori difficoltà.

Particolare attenzione è stata dedicata proprio al pescaggio e alla possibilità di effettuare operazioni di movimentazione e sollevamento grazie alla presenza di una gru.

Non si tratta, dunque, di un'imbarcazione destinata a un'unica funzione, ma di una vera piattaforma di lavoro sul mare.

Potrà essere utilizzata per il trasporto di merci nelle acque costiere, il noleggio con equipaggio, la manutenzione di porti e banchine, gli interventi di recupero in acqua e l'assistenza agli enti di ricerca per il posizionamento di apparecchiature e strumentazioni subacquee.

Un progetto sostenuto da “Resto al Sud”

Alla base dell'iniziativa c'è Solinav S.r.l., costituita da quattro soci campani con competenze professionali differenti e complementari.

La società ha partecipato alla misura pubblica “Resto al Sud”, promossa da Invitalia, ottenendo un finanziamento che ha consentito di sostenere una parte importante dell'investimento necessario alla realizzazione del progetto.

«Abbiamo varato il nuovo motopontone – spiega Marco Palma, ingegnere navale e amministratore unico di Solinav –. Una produzione completamente Made in Italy orientata principalmente alla versatilità e alla capacità di operare in contesti portuali e costieri difficilmente accessibili alle unità tradizionali».

Una produzione italiana che, per progettazione e professionalità coinvolte, ha una forte impronta campana e che ha trovato nei cantieri navali di Torre Annunziata il suo approdo industriale.

Il mare come occasione di riscatto sociale

Ma l'aspetto forse più interessante dell'iniziativa va oltre la componente imprenditoriale.

Solinav ha avviato una collaborazione con Archeoclub d'Italia e con la sua divisione marittima Marenostrum per sviluppare progetti che mettano insieme attività sul mare, valorizzazione del territorio e inclusione sociale.

Tra le iniziative allo studio c'è un progetto presso la Base della Marina Militare nel porto di Napoli. Nell'ambito della collaborazione è previsto anche il coinvolgimento lavorativo, attraverso contratti part-time, di persone provenienti dagli istituti penitenziari.

«Il mare è sociale, occasione di riscatto e di reinserimento – sottolinea Palma –. Contribuiremo concretamente a percorsi di reinserimento socio-lavorativo».

L'obiettivo è utilizzare il lavoro come strumento per offrire una seconda opportunità a chi arriva da esperienze detentive, facendo incontrare attività economica e responsabilità sociale.

Torre Annunziata e una tradizione che guarda al futuro

Il varo assume un significato particolare proprio perché avvenuto a Torre Annunziata, città che ha costruito una parte importante della propria storia economica sul rapporto con il mare.

Il porto, la pesca, le attività commerciali e la cantieristica hanno rappresentato per generazioni fonti di lavoro e sviluppo. Oggi quella stessa vocazione può essere reinterpretata attraverso nuove professionalità, innovazione tecnologica e blue economy.

Il motopontone Solinav diventa così anche un piccolo segnale delle potenzialità ancora racchiuse nell'area portuale oplontina: non soltanto uno spazio da recuperare e riqualificare, ma una possibile risorsa produttiva capace di generare lavoro e nuove iniziative imprenditoriali.

Dal mare di Torre Annunziata, dunque, non salpa soltanto una nuova unità navale. Parte anche un progetto che prova a mettere insieme impresa, competenze campane, sviluppo del territorio e riscatto sociale.

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