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Ercolano, successo e sold out per i live dell'Open Festival

Ercolano, successo e sold out per i live dell'Open Festival

I quartieri e le storiche Ville del comune vesuviano hanno respirato arte per grandi e piccini. Dal 5 al 7 giugno l'evento continua con il cinema.

(4 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Si è chiusa con un successo straordinario e il tutto esaurito la prima parte dell’Open Festival, la rassegna diffusa – giunta alla sua IV edizione – sostenuta dalla Regione Campania e organizzata dal Comune di Ercolano sotto la direzione artistica di Gigi Di Luca.

Il segmento dedicato agli spettacoli dal vivo è finito ufficialmente il 2 giugno con un affollatissimo concerto di Eugenio Bennato. Sono stati 6 giorni intensi durante i quali, dal mattino a notte fonda, la città di Ercolano si è trasformata in un palcoscenico diffuso.

Luoghi di immenso fascino storico e artistico come la Chiesa di Santa Maria della Consolazione, Piazza Pugliano, lo storico Osservatorio Vesuviano, il Parco Urbano del Miglio d'Oro, Villa Durante e Villa Campolieto sono stati le cornici, abilmente scelte, per le 14 rappresentazioni offerte al pubblico. L’attenzione e la risposta dei visitatori sono state enormi: lunghe file si sono registrate per assistere ai concerti di Daniele SepeDanilo Rea ed Eugenio Bennato, così come per l'evento “La musica di altri mondi ciechi”, le performance itineranti di “Stanze di Identità Teatrale”, lo spettacolo “Facimme e cunte”, la visita guidata all’Osservatorio Vesuviano e il concerto dei Tupa Ruja. Ovunque l’organizzazione, a malincuore, ha dovuto chiudere i cancelli in pochissimo tempo per esaurimento posti, lasciando fuori molti spettatori, compresi coloro che avevano raggiunto le quote del Vesuvio.

Lo spaccato ercolanese di Via Mare, piazza Carlo di Borbone, ha partecipato alle attività ludiche, di intrattenimento e teatrali offrendo i propri balconi e i propri cortili dove i più piccoli si sono ritrovati in uno scenario, quasi da set cinematografico  con Le Favole della Saggezza, le storie senza tempo di Esopo e La Fontaine raccontate attraverso maschere di animali parlanti, e l’abilità degli artisti di  Stradarte che si sono intrattenuti in vari giochi con loro.

Un pubblico attento, mobile, vario, che ha visto la partecipazione attiva di tutte le generazioni. La formazione composta per l’occasione da Antonella Morea, Lello Giulivo e Mimmo Maglionico(La musica di altri mondi ciechi), ha regalato uno spaccato intenso e accorato della tradizione napoletana. La performance  “Stanze di identità teatrale”, con la regia di Gigi Di Luca, ha aperto le sontuose sale di Villa Campolieto, regalando pillole di puro teatro in un suggestivo percorso d’arte. Nel cortile antico di Villa Durante sono stati calorosamente applauditi Daniela Ioia e Antimo Casertano per lo spettacolo “Facimme e cunte”. Grande suggestione anche in Piazza Pugliano, dove lo spettacolo della Compagnia dei Folli ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso: la messa in scena di “Fuoco”, l’eterna lotta tra il bene e il male, ha visto gli artisti esibirsi su alti trampoli e con costumi evocativi, combattendo con spade infuocate e vere fiamme. Bambini e adulti hanno inoltre potuto viaggiare con la fantasia grazie ai "tappeti volanti" della particolare installazione della “Dinamica del controvento”.

I grandi concerti hanno segnato i momenti clou del festival. Il sodalizio artistico tra Daniele Sepe e l’ACMT di Torre del Greco, storica banda cittadina nata nel 1892 ha creato uno spettacolo potente molto apprezzato dalla gente.

Danilo Rea è stato il signore assoluto di Villa Campolieto con un delicato live di improvvisazione jazzistica per pianoforte solo. Il maestro ha offerto un ampio omaggio ai grandi cantautori scomparsi con cui ha collaborato nel corso della sua carriera: da Gino Paoli e Bruno Lauzi, fino a Fabrizio De André e Pino Daniele, di cui ha eseguito, alla sua inconfondibile maniera, una straordinaria versione di “Quanno chiove”. Gli spettatori, immobili e rapiti sulle sedute, hanno volato insieme alle note del pianoforte.

La gran chiusura della sezione live è stata di Eugenio Bennato con “Briganti del presente”. In questa occasione le diverse generazioni si sono realmente intrecciate sottopalco, unite dalle parole e dai suoni di Bennato, che ha guidato il pubblico lungo la storia d'Italia e del Meridione attraverso le sue canzoni storiche, da “Brigante se more” fino, appunto, a “Briganti del Presente”. Lo stesso cantautore, notando i tantissimi giovani che ballavano sull’erba del Parco Urbano del Miglio d’Oro, ne ha esaltato il coraggio di affidarsi, oggi, alla cultura, battezzandoli sul campo come i veri "briganti del presente". Il pubblico ha risposto con affetto, tributando lunghi e calorosi applausi a ogni brano del musicista napoletano che ha poi a luci spente ha dichiarato: “Stasera sarei dovuto essere ad Algeri, ma ho detto di no per essere qui ad Ercolano e ne sono molto soddisfatto”.

 

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