Due giovani sono stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito di un’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di San Gennaro Vesuviano su una serie di rapine ai danni di cittadini bengalesi avvenute nei primi mesi del 2026.
Nella mattinata del 29 maggio, i militari dell’Arma, con il supporto del personale della Compagnia Carabinieri di Nola, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola, su richiesta della Procura della Repubblica, che dispone la custodia cautelare in carcere per un 23enne e gli arresti domiciliari per un 24enne.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i due indagati sarebbero gravemente sospettati di aver preso parte, insieme a due minorenni, a una serie di rapine e tentate rapine commesse tra gennaio e febbraio nel territorio di San Gennaro Vesuviano.
Gli investigatori contestano complessivamente otto episodi delittuosi, di cui tre rimasti allo stadio del tentativo. Le vittime sarebbero state tutte appartenenti alla comunità bengalese residente nell’area. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, i rapinatori avrebbero individuato le loro vittime lungo la pubblica via, aggredendole fisicamente per impossessarsi del denaro contante in loro possesso.
L’attività investigativa ha avuto origine dalla segnalazione di un residente del posto, contattato da una delle vittime che chiedeva di poter visionare le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza privata installato presso la sua abitazione. Da quel primo elemento, i Carabinieri hanno avviato una più ampia attività di accertamento che ha consentito di individuare altre vittime all’interno della comunità bengalese, successivamente convinte a formalizzare le rispettive denunce.
Fondamentale per le indagini è stato l’esame delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza comunali e da quelli installati presso abitazioni e attività private. Attraverso i filmati gli investigatori sono riusciti a identificare i veicoli utilizzati dagli autori delle rapine e a ricostruirne i movimenti.
Nel corso delle successive perquisizioni delegate dall’autorità giudiziaria, i militari hanno rinvenuto diversi elementi ritenuti utili alle indagini, tra cui gli indumenti presumibilmente utilizzati durante le aggressioni. È stato inoltre sequestrato un distintivo da Guardia Particolare Giurata che, secondo l’accusa, sarebbe stato mostrato alle vittime durante alcune delle azioni criminose, probabilmente per accreditarsi e agevolare l’avvicinamento.
Tra il materiale recuperato anche una mazza da baseball in alluminio che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stata utilizzata per minacciare le vittime e, in alcune circostanze, per colpirle.
I due destinatari delle misure cautelari sono stati rintracciati nelle rispettive abitazioni nel comune di Striano. Dopo le formalità di rito, sono stati informati dei provvedimenti emessi nei loro confronti.


