A cura della Redazione

Torna al centro del dibattito, dopo le ultime consultazioni elettorali, il tema della nomina degli scrutatori a Torre del Greco. Un argomento che continua a suscitare interesse e polemiche, soprattutto tra le forze politiche e civiche che chiedono maggiore trasparenza e pari opportunità per tutti gli iscritti all’albo.

A Torre del Greco, infatti, il sistema attuale – basato in gran parte su nomine dirette – coinvolge circa 400 scrutatori a fronte di oltre 9mila cittadini iscritti, lasciando di fatto la maggioranza esclusa da qualsiasi possibilità concreta di partecipazione.

Da qui la proposta avanzata dal consigliere del M5S Mirko Gallo, che punta a introdurre il metodo del sorteggio come criterio principale di selezione. «Il sorteggio – sottolinea – rappresenta una modalità non discrezionale, a differenza della nomina diretta da parte della Commissione Elettorale Comunale». Una soluzione che, secondo il consigliere, dovrebbe essere accompagnata da una revisione complessiva dell’albo, già sottoposta all’attenzione della dirigenza dei servizi elettorali, del sindaco Luigi Mennella e della stessa Commissione.

L’esperienza degli ultimi anni, evidenzia Gallo, dimostra inoltre che il problema delle rinunce non dipende dal metodo di selezione, ma da criticità più ampie nella gestione dell’albo. Per questo sono state avanzate una serie di proposte operative: dal sorteggio pubblico di tutti gli iscritti alla creazione di un elenco aggiuntivo di scrutatori e presidenti di seggio per sostituzioni rapide, fino a una maggiore diffusione delle informazioni sulle modalità di iscrizione e aggiornamento.

Tra le novità suggerite anche la digitalizzazione delle procedure, con la possibilità di iscriversi o rinunciare tramite SPID, CIE o PEC, seguendo l’esempio di altri Comuni campani come Napoli, Salerno, Quarto e Torre Annunziata. Previsto inoltre il collegamento diretto tra l’albo e il sistema anagrafico comunale, per garantire aggiornamenti costanti e in tempo reale.

Un altro nodo riguarda la mancata predisposizione, nell’ultima consultazione referendaria, dell’elenco aggiuntivo dei sostituti, che in passato aveva consentito di rimpiazzare rapidamente eventuali rinunciatari.

«Una riorganizzazione dell’albo potrebbe partire già da aprile – conclude Gallo –. È fondamentale garantire ai cittadini non solo la possibilità di iscriversi, ma anche quella concreta di essere selezionati, evitando che restino iscritti senza mai essere chiamati».

Un tema che resta aperto e che potrebbe portare, nei prossimi mesi, a un confronto più ampio sulla gestione degli strumenti di partecipazione democratica a livello locale.

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