La Villa “del Cardinale” a Torre del Greco, di proprietà della Curia di Napoli, è in condizioni di totale degrado e vergognoso abbandono, nonché di evidente pericolo.
Dopo i furti degli stemmi cardinalizi dal portone, i diffusi cedimenti della facciata, assistiamo ora al crollo dei lucernari sul tetto a tegole. La terribile agonia di uno dei gioielli settecenteschi più pregiati del Miglio d’Oro è sotto gli occhi di tutti, eppure non è mai stato mostrato alcun interesse alla tutela e alla valorizzazione della splendida struttura.
In primis da parte della Curia, ma neppure dall’attuale amministrazione comunale, né dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Napoli. Istituzioni che, secondo la Costituzione italiana, dovrebbero tutelare il paesaggio e il patrimonio storico-artistico.
“È inaccettabile vedere giorno dopo giorno il disfacimento di una così pregevole testimonianza, autentica perla delle Ville vesuviane - riferisce un residente della zona -. Si parla tanto di città turistica, di cultura, di decoro urbano, ma sembrano davvero velleitarie tali definizioni, visto il gravissimo stato in cui versa da tempo l’importante patrimonio storico-artistico del territorio”.
Altrettanto dure le lamentele degli allievi del locale Liceo Artistico “Francesco Degni”: “È insopportabile tale inerzia e disinteresse delle istituzioni a vario titolo. Per noi che studiamo e amiamo la Storia dell’Arte e l’Architettura - sottolinea con determinazione Annamaria - è un brutto colpo. Non tolleriamo una così devastante trascuratezza nei confronti di un palazzo meraviglioso, denso di bellezza e di fascino”.
Non a caso, la nobile dimora, acquisita nel 1746 dall’allora arcivescovo di Napoli, cardinale Giuseppe Spinelli, che s’affaccia su Capri, fu realizzata attraverso speciali disposizioni: “servitus altius non tollendi”, ovvero, di non poter mai costruire oltre una certa altezza (o di non costruire affatto), da parte del proprietario di un fondo servente nei confronti di un fondo dominante. Un obbligo di singolare rilevanza per garantire il panorama e dare lustro ad un meraviglioso prospetto scenografico. Altri tempi.
Oggi, purtroppo, siamo al cospetto di uno scempio che offende la storia, la bellezza, il lavoro di tanti artisti che hanno dedicato la vita a dare lustro alla città di Torre del Greco. Una pessima condizione che perdura da anni, densa di una infinita tristezza, evidenziata magistralmente nel 2021 dal film “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino. Nell’onirica scena iniziale, con riprese che oscillano tra il sacro e il profano, girate all’interno dello stupendo salone della villa, spicca un pavimento devastato. Al centro domina un enorme lampadario crollato che illumina il pesante deterioramento degli stucchi, le precarie pareti e le annerite volte affrescate dai fratelli Giuseppe e Gaetano Magri, eccellenti pittori napoletani molto cari a Luigi Vanvitelli, uno dei più apprezzati architetti tra il barocco e il classicismo. Una lunga e brutta situazione di stallo, quella della Villa del Cardinale, che rischia di cancellare in modo irreversibile una splendida testimonianza storico-artistica del glorioso passato torrese.


