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“Damme nu vento ca pozza navigare", il canto eterno di Roberto De Simone

“Damme nu vento ca pozza navigare", il canto eterno di Roberto De Simone

A Villa delle Ginestre un viaggio nella memoria che continua a parlare al futuro

(4 minuti di lettura)

Venerdì 10 luglio, nella suggestiva cornice di Villa delle Ginestre a Torre Del Greco, nell’ambito del Festival delle Ville Vesuviane 2026, le voci storiche del teatro musicale del Maestro tornano insieme per un omaggio che è molto più di uno spettacolo: è la celebrazione di un'eredità artistica destinata a non conoscere il tempo. Ci sono artisti che attraversano un'epoca. E poi ci sono Maestri che diventano essi stessi epoca, trasformandosi in un punto di riferimento imprescindibile della memoria collettiva. Roberto De Simone appartiene a questa rara e preziosa categoria. Musicologo, compositore, regista, intellettuale, instancabile ricercatore delle radici culturali del Mezzogiorno, De Simone ha saputo restituire dignità universale alla tradizione popolare, dimostrando che i canti antichi, le leggende, le villanelle, i riti e le narrazioni tramandate nei secoli non appartengono al passato, ma rappresentano una materia viva, capace di interpretare il presente e di illuminare il futuro.

È da questa consapevolezza che nasce "Damme nu vento ca pozza navigare", lo spettacolo in programma il 10 luglio a Villa delle Ginestre. Un titolo che racchiude già il senso profondo dell'iniziativa: una preghiera, un'invocazione, un desiderio di continuare il viaggio. Non una semplice serata celebrativa, ma un autentico atto di riconoscenza verso un Maestro che ha cambiato per sempre il modo di guardare alla cultura popolare. Le melodie tornano così a risuonare con la stessa intensità di un tempo. Le parole recuperano la loro forza originaria. Gli antichi "discanti" riprendono a rincorrersi come se il tempo avesse soltanto sospeso il loro cammino.

Sul palco si ritrovano alcuni dei protagonisti di quella straordinaria stagione artistica che ha segnato il teatro musicale italiano: Renata Fusco, Lello Giulivo, Gianni Lamagna, Antonella Morea, Anna Spagnuolo e Patrizia Spinosi, interpreti che hanno condiviso con Roberto De Simone anni di ricerca, sperimentazione e straordinaria creatività. Ad accompagnarli saranno i musicisti Michele Bonè, Gianluca Falasca, Fabio Soriano, Leonardo Massa e Paolo Propoli, con un sentito ringraziamento al maestro Alessandro De Simone, custode anch'egli di un patrimonio artistico e umano di valore inestimabile.

Non è una reunion dettata dalla nostalgia. E’ la dimostrazione concreta che la grande arte non invecchia mai. Quando nasce da una ricerca autentica, continua a respirare nel presente, trovando ogni volta nuovi significati. Dalla fine degli anni Settanta ai primi anni Duemila, questi artisti hanno condiviso con Roberto De Simone un percorso irripetibile fatto di studio rigoroso, prove interminabili, ricerca sul campo, tournée nei più importanti teatri italiani e internazionali. Un'avventura culturale che ha restituito centralità e prestigio alla tradizione popolare, elevandola a linguaggio universale senza mai alterarne l'identità. Oggi quelle stesse voci riprendono simbolicamente il mare. Navigano lungo le rotte tracciate dal Maestro, sospinte da un vento che continua a soffiare attraverso la memoria, la musica e la parola.

Ogni brano diventa un frammento di storia che torna a vivere; ogni armonia restituisce il respiro profondo di una civiltà che continua a raccontarsi; ogni interpretazione riafferma la straordinaria modernità del pensiero di Roberto De Simone. La sua più grande intuizione è stata forse proprio questa: riportare il popolo al centro della cultura, riconoscendo nei canti tramandati oralmente, nelle nenie, nelle villanelle e nelle antiche tradizioni una forma altissima di sapere, capace di custodire l'identità di un'intera comunità. Il titolo dello spettacolo diventa così anche una dichiarazione di intenti. "Damme nu vento ca pozza navigare", concedimi il vento necessario per continuare il viaggio. Quel vento oggi rappresenta la responsabilità di custodire e trasmettere una lezione che non può essere confinata nei libri, negli archivi o nei ricordi. Deve continuare a vivere nelle voci degli artisti, nella sensibilità delle nuove generazioni e nell'emozione di un pubblico disposto ad ascoltare una storia che appartiene a tutti. Chi assisterà a questo appuntamento non parteciperà soltanto a un concerto.

Entrerà dentro una memoria condivisa. Ritroverà un frammento dell'anima più autentica di Napoli e del Mediterraneo, scoprendo quanto possa essere sorprendentemente contemporanea una tradizione quando viene interpretata con rigore, passione e consapevolezza. Perché la vera arte non conosce conclusioni.

Continua a navigare. Continua a parlare. Continua a generare bellezza. Come il vento evocato nel titolo, invisibile eppure capace di gonfiare le vele di ogni nuovo viaggio. È questa la più grande eredità di Roberto De Simone: averci insegnato che la cultura non è un luogo della memoria, ma un movimento incessante, una navigazione senza approdo verso la parte più profonda dell'essere umano. I grandi Maestri non smettono mai di indicare la rotta. Il loro vento continua, ancora oggi, a soffiare.

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