Ci risiamo. L’indecenza ha superato il livello di guardia e si è riversata, letteralmente, sui marciapiedi di Villa Macrina a Torre del Greco.
Davanti alla storica biblioteca “Enzo Aprea”, perla del Miglio d'Oro, va in scena da tempo lo stesso, deprecabile spettacolo: tombini che saltano e fiumi di liquami e feci che invadono lo spazio pubblico. Il tutto a due passi da un presidio ospedaliero e da un laboratorio di analisi, nel silenzio assordante delle istituzioni.
La rabbia dei residenti: “Siamo ostaggi del degrado”
La protesta di residenti e commercianti è ormai un grido di esasperazione. “È una vergogna senza fine”, tuonano i cittadini, costretti a fare lo slalom tra gli escrementi e a barricarsi in casa per i miasmi insalubri. Si tratta di una situazione igienico-sanitaria insostenibile che calpesta la dignità di un intero quartiere e mette a rischio la salute pubblica. Un’emergenza che richiede provvedimenti urgenti e non più rimandabili, specialmente in considerazione delle alte temperature di questi giorni.
Eppure, nonostante le ripetute segnalazioni agli uffici preposti, a tutt’oggi non si registra alcun riscontro. Al riguardo la macchina comunale si dimostra, ancora una volta, del tutto incapace di garantire i servizi minimi di manutenzione e di rispondere alle legittime richieste della comunità.
Dai fasti culturali all'abbandono strutturale e fognario
Villa Macrina è una splendida perla del Miglio d’Oro lasciata morire. Parliamo di un sito che nel passato ha ospitato mostre straordinarie come “Omaggio a Samuel Beckett e a Carlo Parlati”, con la prestigiosa partecipazione del Ministero dei Beni Culturali, dell’Ambasciata d’Irlanda e interventi di docenti e critici dell’Università degli Studi Federico II di Napoli e della RAI.
Oggi, quella che dovrebbe essere il fiore all’occhiello del patrimonio storico e culturale cittadino versa da anni in uno stato di pietoso abbandono. “La Cultura, quella alta e formativa, è qua in questa sede”, grida con amarezza un giovane studente, assiduo frequentatore della biblioteca. “Per contro, questo ennesimo collasso fognario è il simbolo di un declino che sembra non avere fine”.
Una testimonianza forte e lucida: i cittadini non tollerano più lo scaricabarile e chiedono interventi strutturali immediati, rifiutando categoricamente le solite promesse da campagna elettorale.


