A cura di Mario Cardone

E’ forte la preoccupazione delle famiglie dei bambini che alla scuola pubblica di Pompei fruiscono del servizio di mensa, perché col freddo di questi giorni invernali un pasto caldo è sempre meglio della solita merendina portata da casa.

La gara d’appalto pubblicata per la refezione è stata aggiudicata a fine anno con un ribasso del 30% sul costo del pasto giornaliero che viene somministrato agli scolari della scuola primaria di Pompei.

Ribasso considerato eccessivo e che per questo motivo ha richiesto un’indagine di approfondimento con uno scambio di corrispondenza teso a chiarire la modalità di composizione del costo aziendale di ogni singolo pasto alla base dell’offerta vincente in gara d’appalto.

Ora, il dirigente del Comune di Pompei che segue la pratica è stato costretto - per via del timore della possibilità di squilibrio che si è creato (tra il costo del servizio e le legittime aspettative sulla qualità dei pasti da servire agli scolari) - a protrarre di 15 giorni l’avvio della mensa scolastica.

Tempi minimi di attesa con la riserva che potrebbero allungarsi qualora l’analisi dei costi richieda la consulenza di un esperto di settore. Il tutto, naturalmente, nell’interesse del benessere e la salute dei bambini che nell’ambiente pompeiano sono il valore prevalente rispetto ad ogni altra iniziativa.