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Tute protettive non conformi destinate all’Asl, indagati per truffa 2 fratelli

Tute protettive non conformi destinate all’Asl, indagati per truffa 2 fratelli

I dispositivi erano privi delle necessarie caratteristiche e dei previsti requisiti tecnici

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Forniture di tute di bio-contenimento non conformi destinate alle Asl Napoli 1 Centro, Asl Napoli 3 Sud e all’Asl di Salerno.

La frode ad opera di una società a cui erano stati richiesti i dispositivi di sicurezza durante la prima fase dell’emergenza pandemica.

Gli uomini della Guardia Finanza hanno dato esecuzione questa mattina a due decreti di sequestro preventivo di denaro, emessi dal Gip del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di due fratelli indagati per i reati di truffa e frode nell’esercizio del commercio, nonché nei confronti di altri cinque soggetti, sottoposti ad indagini per una pluralità di condotte di ricettazione.

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Le indagini traevano origine della denuncia sporta dal rappresentante legale di una società attiva nel settore della fornitura di dispositivi medici, società cui l’Asl Napoli 1 Centro, l’Asl Napoli 3 Sud e l’Asl di Salerno avevano richiesto, nei primi mesi dell’emergenza pandemica legata alla diffusione del Covid-19, la fornitura di tute per il bio-contenimento (dispositivi di protezione individuale di categoria III).

In particolare, a causa della difficoltà nel reperire sul mercato quella specifica tipologia di materiale sanitario, l’imprenditore era stato spinto a rivolgersi a due principali odierni indagati che, attraverso la ditta individuale, formalmente riconducibile ad uno dei due, avevano promesso la fornitura di 15mila tute protettive monouso per il biocontenimento e poi fornito al committente un primo lotto composto da 600 tute, a fronte della corresponsione di una cifra di poco inferiore ai 60mila euro.

Le tute erano risultate però del tutto prive delle necessarie caratteristiche e dei previsti requisiti tecnici: il materiale veniva sottoposto così a sequestro ed analizzato, risultando effettivamente completamente difforme rispetto a quanto indicato nelle schede tecniche contenute all’interno delle confezioni.

Le successive attività di verifiche di natura finanziaria delegate alla Guardia di Finanza hanno permesso di accertare come il principale indagato avesse immediatamente trasferito la somma illecitamente guadagnata, svuotando il conto corrente con una serie di operazioni di frazionamento dell’importo complessivo attraverso più disposizioni di bonifico con causale solo apparente, destinate agli altri indagati, a cui era legato da rapporti di parentela e/o di frequentazione.

 

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