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Truffa bonus 18APP, i dettagli dell'inchiesta a Ercolano

Truffa bonus 18APP, i dettagli dell'inchiesta a Ercolano

Circa 3 milioni di euro il "provento" del sistema fraudolento

(3 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Truffa sul "bonus cultura" per i giovani, emergonono i dettagli dell'inchiesta della Procura di Napoli che vede indagate 9 persone a Ercolano per associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato nonché per reati di autoriciclaggio dei profitti di reato. Le indagini sono state espletate dai finanzieri del Comando Provinciale e della Compagnia di Portici.

Il GIP ha disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di tre indagati e I domiciliari per due ulteriori soggetti, ritenuti a vario titolo organizzatori e gestori delle attività del gruppo, nonché l’obbligo di dimora per altre quattro persone individuate quali procacciatori e intermediari.

Sequestrati inoltre beni e aziende riconducibili agli ndagati, per un valore prossimo ai tre milioni di euro, e costituenti - nell'ipotesi investigativa - il profitto dei reati. 

L'inchiesta è partita nel 2017 e si è protratta fino al 2021. Le Fiamme Gialle di Portici hanno acquisito molteplici indizi circa l’esistenza di un sodalizio criminale, facente capo ai gestori di una libreria di Ercolano, i quali, con la collaborazione di altri organizzatori e intermediari, avrebbero dato vita ad un meccanismo fraudolento diretto all'illecita riscossione e conversione in denaro attraverso la piattaforma informatica dedicata, di buoni del valore di 500 euro ciascuno (il cosiddetto bonus 18APP) erogati dal Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo (oggi Ministero della Cultura) a favore dei neodiciottenni per l'acquisto di libri o la fruizione di eventi culturali (come concerti, spettacoli, teatro, ecc.).

Stando all'ipotesi investigativa, l'attività illecita era connotata dalla simulazione della compravendita di libri, in realtà mai avvenuta, presso la libreria incriminata, anch’essa sottoposta a sequestro preventivo -, dalla emissione di fatture ed altra documentazione fiscale giustificativa non veritiera, che consentiva agli indagati di richiedere ed incassare dal MIBACT (ora MIC) il rimborso dell’intero valore di ciascun "buono”. Il meccanismo fraudolento descritto avrebbe permesso - attraverso la conversione in denaro, non consentita, del contributo pubblico - di conseguire il rimborso di circa 6.400 voucher 18APP (intestati a beneficiari residenti in tutto il territorio nazionale), traendo ingenti profitti e cagionando al Ministero della Cultura un danno stimato in circa 3 milioni di euro.

Le indagini hanno anche permesso di ricostruire anche le attività di sistematico svuotamento dei conti correnti su cui venivano accreditati dal MIBACT le somme oggetto dei rimborsi, e le successive operazioni di investimento dei profitti tratti dalle attività illecite, utilizzate dagli indagati per l’acquisto di beni di valore, immobili e per l'acquisizione e gestione di aziende operanti nel settore turistico.

Una di queste società (colpita dalla misura reale del sequestro preventivo emesso dal GIP), a seguito di una prima cancellazione dell’accredito da parte del Ministero della Cultura, è stata capziosamente riconvertita per oggetto sociale alla “vendita al dettaglio di libri”, proprio al fine di proseguire l’illecita attività di riscossione e riconversione in danaro del bonus cultura “18 app”, di fatto avvenuta anche gli anni 2020, 2021 e 2022.

Sono state svolte attività di perquisizione personale, locale ed informatica, che hanno portato al rinvenimento, allo stato, di oltre 25.000 euro in contanti. Si sta inoltre procedendo al sequestro preventivo, anche per equivalente, del profitto dei delitti - disposto per circa 3 milioni di euro - a valere su beni di pertinenza degli indagati, tra cui conti correnti, 15 immobili, di cui 2 B&B, siti a Ercolano e Napoli, l’attività di libreria e 5 veicoli.

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