A cura della Redazione

Prosegue la stretta contro l’inquinamento del fiume Sarno e del litorale vesuviano. Nella giornata del 4 maggio 2026 la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli, con il supporto tecnico dell’ARPAC e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno eseguito il sequestro preventivo di due cantieri navali operanti a Torre Annunziata.

I sigilli hanno riguardato il cantiere DF Nautica S.r.l.s. e il cantiere Costruzioni Navali Meridionali S.r.l., entrambi indagati per presunte violazioni al Testo Unico Ambientale relative allo scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione e alla mancanza dei titoli previsti per le emissioni in atmosfera.

Secondo quanto emerso dai controlli, all’interno delle aree sottoposte a verifica erano in corso attività cantieristiche e di rimessaggio nautico nonostante l’assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali. Gli investigatori avrebbero inoltre accertato che le acque di dilavamento venivano scaricate direttamente sul suolo e che mancava un sistema di raccolta e regimentazione delle acque di prima pioggia.

Le forze dell’ordine hanno quindi proceduto al sequestro d’urgenza delle due strutture, che occupano complessivamente un’area di circa 5mila metri quadrati, per impedire la prosecuzione delle presunte attività illecite e l’aggravamento delle conseguenze ambientali.

L’operazione rientra in una più ampia attività investigativa avviata dalla Procura di Torre Annunziata per individuare e rimuovere le cause dell’inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti. Un’attività portata avanti in maniera sistematica dalla Capitaneria di Porto, dal NOE dei Carabinieri e dalle altre forze di polizia, con il supporto tecnico dell’ARPAC, attraverso controlli capillari lungo il tratto costiero della penisola sorrentina e nel bacino idrografico del Sarno.

Le indagini si inseriscono inoltre nel protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata insieme alle Procure Generali delle Corti d’Appello di Napoli e Salerno, con l’obiettivo di rafforzare il contrasto ai fenomeni di inquinamento ambientale che interessano uno dei corsi d’acqua più critici del territorio campano.