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Inquinamento del Sarno, sequestrato un cantiere navale a Torre Annunziata

Inquinamento del Sarno, sequestrato un cantiere navale a Torre Annunziata

Un cantiere navale di Torre Annunziata è stato sequestrato preventivamente dalla Procura oplontina nell'ambito delle indagini sull'inquinamento del fiume Sarno e del litorale vesuviano. L'operazione, condotta dal NOE e dalla Capitaneria con supporto tecnico ARPAC, mira a verificare scarichi illeciti e responsabilità ambientali.

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Nuovo sequestro nell’ambito delle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno e del litorale vesuviano. Su disposizione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, il NOE dei Carabinieri di Napoli e la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia – Guardia Costiera, con il supporto tecnico dell’ARPAC Campania, hanno sequestrato preventivamente il cantiere navale “Izzo Mare Srl”, situato a Torre Annunziata.

Il provvedimento è scattato nell’ambito delle attività investigative coordinate dalla Procura oplontina per accertare e rimuovere le cause dell’inquinamento del Sarno.

Secondo quanto emerso dai controlli, nel cantiere sarebbero state svolte attività di rimessaggio e lavorazioni nautiche in assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali. Agli amministratori vengono contestati i reati di scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione, deposito incontrollato di rifiuti pericolosi e mancanza delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, in violazione del Testo Unico Ambientale.

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Gli investigatori hanno accertato che le aree esterne del cantiere erano utilizzate per attività di rimessaggio di numerose imbarcazioni, mentre una parte dell’area risultava priva di un sistema adeguato di raccolta e regimentazione delle acque di dilavamento, che finivano direttamente verso il mare.

Nel corso delle verifiche è stata inoltre individuata una struttura interna dove si svolgevano lavorazioni di falegnameria, resinatura, vetroresina, carteggio e lavorazioni meccaniche ed elettriche.

Il sequestro d’urgenza, che riguarda un’area di circa 15mila metri quadrati, è stato disposto – spiegano gli inquirenti – per impedire la prosecuzione delle attività ritenute irregolari e l’aggravamento delle conseguenze ambientali.

Si tratta dell’ennesimo intervento eseguito nell’ambito della vasta attività investigativa avviata dalla Procura di Torre Annunziata per contrastare i fenomeni di inquinamento del Sarno e dei suoi affluenti. Le indagini coinvolgono aziende e attività produttive presenti nell’intero bacino idrografico del fiume e si inseriscono nel protocollo d’intesa sottoscritto nel dicembre 2025 dalle Procure di Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Avellino, insieme alle Procure Generali di Napoli e Salerno, all’ARPAC e alle forze di polizia ambientale.

(Foto di repertorio)

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