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Cantiere nautico abusivo a Castellammare: rifiuti pericolosi e irregolarità ambientali

Cantiere nautico abusivo a Castellammare: rifiuti pericolosi e irregolarità ambientali

Sigilli a un'area di 1.100 metri quadrati utilizzata per il rimessaggio di imbarcazioni.

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Nuovo intervento nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per contrastare le cause dell’inquinamento del fiume Sarno e tutelare l’ambiente costiero. Nella giornata dell’8 giugno, la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e il Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei Carabinieri di Napoli hanno sequestrato un cantiere nautico completamente abusivo nel territorio di Castellammare di Stabia.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, all’interno della struttura, gestita da una società con sede a Praiano, erano in corso attività di rimessaggio e manutenzione di imbarcazioni da diporto, tra cui lavori di levigazione degli scafi e applicazione di materiali antivegetativi.

Durante i controlli, i militari hanno riscontrato la presenza di rifiuti pericolosi e non pericolosi depositati in modo incontrollato all’interno dell’area. Inoltre, l’attività sarebbe stata svolta in assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali, comprese quelle relative alle emissioni in atmosfera.

Gli accertamenti hanno fatto emergere anche un’ulteriore irregolarità: il capannone, infatti, sarebbe stato realizzato e utilizzato su un terreno agricolo con un cambio di destinazione d’uso non autorizzato.

Per questi motivi è scattato il sequestro d’urgenza dell’intera area, estesa per circa 1.100 metri quadrati, di cui 800 coperti dal capannone e 300 destinati a spazi esterni. Il provvedimento è stato adottato per impedire la prosecuzione delle attività ritenute illecite e prevenire ulteriori conseguenze ambientali.

L’operazione si inserisce nella più ampia attività investigativa condotta dalla Procura di Torre Annunziata, dalla Capitaneria di porto, dal NOE dei Carabinieri, dall’ARPAC e dalle altre forze di polizia impegnate nel monitoraggio del bacino del Sarno e dei suoi affluenti.

L’obiettivo è individuare e rimuovere le fonti di inquinamento che minacciano il fiume e il mare della penisola sorrentina, attraverso una campagna di controlli che negli ultimi mesi ha già portato al sequestro di diverse attività ritenute irregolari lungo la fascia costiera.

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