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Grand Hotel La Sonrisa, scatta il sequestro dei locali commerciali: via allo sgombero forzato

Grand Hotel La Sonrisa, scatta il sequestro dei locali commerciali: via allo sgombero forzato

Sigilli a uffici e attività del complesso confiscato e acquisito dal Comune di Sant'Antonio Abate. L'operazione eseguita su disposizione della Procura di Torre Annunziata.

(3 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Sono iniziate questa mattina le operazioni di sequestro preventivo e sgombero coatto dei locali commerciali del Grand Hotel La Sonrisa di Sant'Antonio Abate, il celebre complesso alberghiero confiscato in via definitiva nell'ambito del procedimento per lottizzazione abusiva e ormai entrato a far parte del patrimonio comunale.

Il provvedimento è stato eseguito in forza di un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, nell'ambito di un'indagine per il reato di invasione di terreni o edifici (articoli 633 e 639-bis del Codice penale), accompagnato dal contestuale ordine di sgombero coatto.

Sigilli ai locali e allontanamento degli occupanti

Le operazioni sono coordinate dalla Polizia Municipale di Sant'Antonio Abate, con il supporto degli agenti del Commissariato di Polizia di Castellammare di Stabia e dei Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia.

Gli operatori hanno già apposto i sigilli agli uffici e ai locali commerciali del complesso, collocando anche i cartelli che attestano il sequestro agli ingressi della struttura. Contestualmente è stato avviato l'allontanamento delle persone presenti e, nelle prossime fasi, saranno rimossi arredi, attrezzature e macchinari ancora custoditi all'interno degli immobili.

La lunga vicenda giudiziaria

Il provvedimento rappresenta l'ultimo passaggio di un iter amministrativo e giudiziario iniziato anni fa.

La Corte d'Appello di Napoli, con sentenza del 14 giugno 2022, poi divenuta definitiva il 15 ottobre 2024, aveva disposto la confisca dell'intero complesso alberghiero, dei manufatti e delle aree annesse per il reato di lottizzazione abusiva.

Successivamente il Comune di Sant'Antonio Abate ha avviato le procedure per acquisire formalmente il bene al proprio patrimonio. Il 28 aprile 2026 la Conservatoria di Napoli ha trascritto gli immobili a favore dell'ente comunale, sancendone definitivamente il passaggio di proprietà.

Revocata la licenza e respinti tutti i ricorsi

Parallelamente, il Comune aveva già revocato la licenza per l'attività alberghiera e di ristorazione del Grand Hotel La Sonrisa.

Il provvedimento amministrativo è stato confermato sia dal Tar Campania, che ha respinto il ricorso dei gestori, sia successivamente dal Consiglio di Stato, che l'8 luglio scorso ha rigettato la richiesta di sospensione cautelare della sentenza.

Nonostante ciò, secondo la Procura, i locali hanno continuato a essere occupati senza alcun titolo legittimo.

Lo sgombero non è mai stato eseguito

Con un'ordinanza dell'11 maggio 2026 il Comune aveva imposto la liberazione dei locali entro 60 giorni. Il termine è scaduto l'11 luglio senza che gli immobili fossero riconsegnati all'amministrazione.

Per questo motivo, il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, nella riunione del 16 luglio scorso, aveva già autorizzato l'impiego della forza pubblica per procedere allo sgombero.

L'accusa: occupazione abusiva di un bene comunale

Secondo il Gip, la permanenza all'interno degli immobili dopo il trasferimento della proprietà al Comune integra il reato di invasione di terreni o edifici.

Il giudice richiama il più recente orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui il reato sussiste anche quando l'occupazione avviene senza violenza o clandestinità, purché sia contra ius e sine titulo, ossia priva di qualsiasi titolo giuridico.

Il sequestro preventivo è stato ritenuto necessario per interrompere la prosecuzione del reato, considerato di natura permanente, ed evitare un ulteriore aggravamento delle conseguenze derivanti dall'occupazione.

Indagini ancora in corso

La Procura ricorda infine che il decreto di sequestro preventivo può essere impugnato davanti al Tribunale del Riesame. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.

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