L'attività investigativa avviata dai Carabinieri della Stazione di Boscoreale ha portato all'arresto di due persone, gravemente indiziate di detenzione ai fini di spaccio e cessione di sostanze stupefacenti nei territori di Boscoreale, Pompei, Massa Lubrense e Sorrento. Le misure cautelari in carcere sono state eseguite nella mattinata di oggi a Boscoreale e Ottaviano in esecuzione di un'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina.
L'indagine partita da un telefono sequestrato
L'inchiesta ha preso il via nell'agosto 2024, dopo il sequestro del telefono cellulare di un uomo arrestato in flagranza di reato per detenzione illecita di cocaina.
L'analisi della copia forense del dispositivo ha consentito ai militari dell'Arma di individuare numerosi presunti acquirenti di sostanze stupefacenti e di ricostruire, attraverso le loro testimonianze, il presunto coinvolgimento dei due indagati nella gestione dell'attività di spaccio.
Conversazioni criptiche e fotografie della droga
Determinante per gli investigatori è stata l'analisi delle conversazioni contenute nel cellulare sequestrato. I messaggi, caratterizzati da un linguaggio ritenuto criptico e dalla rapidità con cui venivano organizzati gli incontri, avrebbero evidenziato modalità compatibili con la compravendita di sostanze stupefacenti.
A rafforzare il quadro indiziario anche diverse fotografie trovate nella memoria del dispositivo, che ritraevano presunte dosi di droga già confezionate e suddivise in bustine.
Gli elementi raccolti sono stati ulteriormente corroborati dai riconoscimenti fotografici effettuati da alcuni acquirenti, che avrebbero identificato i presunti responsabili delle cessioni.
In carcere a Poggioreale
Al termine delle formalità di rito, i due arrestati saranno trasferiti nella casa circondariale di Napoli-Poggioreale "Giuseppe Salvia", dove resteranno a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Come precisato dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Il provvedimento cautelare è impugnabile davanti al Tribunale del Riesame e gli indagati, in base al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, non possono essere considerati colpevoli fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.


