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Sequestrata struttura ricettiva a Vico Equense del valore di 2 milioni di euro

Sequestrata struttura ricettiva a Vico Equense del valore di 2 milioni di euro

Secondo la Procura, il complesso sarebbe stato ampliato con decine di opere abusive in un'area sottoposta a molteplici vincoli urbanistici e paesaggistici.

(2 minuti di lettura)
A cura della Redazione

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata hanno eseguito oggi un decreto di sequestro preventivo, disposto dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti della struttura ricettiva e agrituristica "Tenuta L'Incanto", situata a Vico Equense. Il provvedimento riguarda anche l'area su cui insiste il complesso, per un valore stimato di circa 2 milioni di euro.

L'ipotesi di reato contestata è quella di lottizzazione abusiva.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, con il supporto di una consulenza tecnica disposta dalla Procura, l'area interessata ricade nella zona territoriale 1b del Piano Urbanistico Territoriale (PUT), dove, per gli edifici realizzati dopo il 1955, sono consentiti esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria.

Gli investigatori hanno invece accertato la realizzazione, nel corso degli anni, di numerose opere edilizie che avrebbero trasformato radicalmente il fondo agricolo. Tra queste figurano sale ristorante con una capienza complessiva superiore a 300 posti, depositi, cucine, servizi, tettoie chiuse, pergolati con coperture in lamiera, rampe pavimentate, muri di contenimento, recinzioni e strutture destinate al ricovero di animali. Complessivamente sarebbero stati riscontrati oltre 50 abusi edilizi.

Per la Procura non si tratterebbe di episodi isolati, ma di un unico processo di trasformazione urbanistica ed edilizia protrattosi nel tempo, con interventi abusivi accertati fino al maggio 2024. Le opere avrebbero modificato la destinazione del fondo agricolo, trasformandolo in una struttura commerciale e ricettiva in contrasto con la pianificazione urbanistica e con diversi vincoli presenti sull'area, tra cui quelli paesaggistico, idrogeologico, forestale, cimiteriale e sismico.

Le dimensioni della struttura avrebbero inoltre determinato un significativo aumento del carico urbanistico, con maggiori esigenze in termini di viabilità, parcheggi e servizi idrici, fognari ed energetici, in un contesto ritenuto privo delle infrastrutture necessarie a sostenere un simile insediamento.

Il sequestro preventivo è stato disposto dal Gip per impedire, secondo la Procura, l'aggravarsi delle conseguenze del presunto reato e tutelare il corretto assetto urbanistico del territorio.

La Procura ricorda infine che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Il decreto di sequestro può essere impugnato davanti al Tribunale del Riesame e, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza, gli indagati potranno essere considerati colpevoli solo in caso di sentenza definitiva di condanna.

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