I Carabinieri della Stazione di Castellammare di Stabia hanno arrestato un uomo di 50 anni, residente nella città stabiese, accusato di aver sottoposto la madre convivente, 70enne e disabile, a continue vessazioni e violenze.
Il provvedimento è stato eseguito lunedì 22 settembre, in applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina.
L’uomo è gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e tentata estorsione aggravata, quest’ultima contestata per le presunte condotte compiute ai danni del fratello.
TORRESETTE AI
Chiedi a TorreSette AI e scopri di più.
Hai domande su questa notizia?
L’intervento dei Carabinieri dopo le minacce alla madre
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e condotte dai Carabinieri di Castellammare, sono iniziate il primo agosto scorso.
I militari erano intervenuti presso l’abitazione della famiglia dopo la segnalazione di un comportamento minaccioso e aggressivo che il 50enne avrebbe tenuto nei confronti della madre. Le successive attività investigative si sono sviluppate attraverso l’assunzione di formali denunce e querele, l’ascolto di alcuni testimoni e l’acquisizione di supporti informatici contenenti riscontri video.
Continue vessazioni e violenze psicofisiche
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato avrebbe sottoposto la madre convivente a quotidiane vessazioni verbali e violenze psicofisiche.
Condotte che, secondo la Procura, sarebbero state alimentate dallo stato di tossicodipendenza dell’uomo e avrebbero costretto la donna a vivere in un clima di costante paura per la propria incolumità. La 70enne sarebbe arrivata al punto di non uscire più di casa.
Le stesse intimidazioni e violenze sarebbero state rivolte anche al fratello dell’indagato, allo scopo di ottenere somme di denaro.
Il 50enne trasferito in carcere
Sulla base degli elementi raccolti, il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, successivamente eseguita dai Carabinieri.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La misura cautelare può essere impugnata davanti al Tribunale del Riesame e l’indagato deve essere considerato non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
Per essere sempre aggiornato clicca "Segui" sulla nostra pagina Facebook


