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Sorrento, enoteca nelle cisterne romane di Spasiano: sequestrati i locali interrati

Sorrento, enoteca nelle cisterne romane di Spasiano: sequestrati i locali interrati

L'indagine della Procura di Torre Annunziata sulle occupazioni abusive del suolo pubblico. Contestati interventi edilizi e un cambio di destinazione d'uso in un'area demaniale sottoposta a vincolo archeologico e culturale.

(3 minuti di lettura)
A cura della Redazione

Un'enoteca di viale Caruso, a Sorrento, è finita al centro delle indagini sulle presunte occupazioni abusive del suolo pubblico coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Il 24 settembre la Polizia Metropolitana di Napoli, gruppo USES, ha proceduto al sequestro preventivo d'iniziativa dell'attività nell'ambito degli accertamenti che stanno interessando le cisterne romane di Spasiano, sito di interesse archeologico costituito da un'antica opera idraulica di epoca romana.

La Procura procede per le ipotesi di invasione di terreni o edifici, opere abusive su beni vincolati e lavori edilizi in assenza del permesso di costruire.

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L'enoteca sviluppata su tre livelli

Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire la conformazione dell'enoteca, articolata su tre livelli: uno al piano terra, con accesso dalla strada, e altri due interrati.

Secondo quanto emerso dal sopralluogo, il primo piano interrato avrebbe subito un cambio di destinazione d'uso non autorizzato, passando da deposito a locale destinato alla preparazione e alla degustazione di cibi.

Da questo ambiente sarebbe stata inoltre realizzata una scala ricavata nel blocco tufaceo, attraverso la quale si accede a un secondo livello sotterraneo.

Una grotta con vini e servizi igienici

Proprio quest'ultimo ambiente è uno degli elementi principali dell'indagine. Si tratta di una grotta dotata di servizi igienici e arredata con mobili a muro per l'esposizione dei vini.

Al suo interno, secondo gli investigatori, sarebbero stati realizzati impianti di illuminazione, aerazione e deumidificazione, oltre ad alcune aperture nella parete tufacea, nascoste da mobili espositori e da una rete metallica.

Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato che la grotta ricade in un'area demaniale sottoposta a vincolo archeologico e culturale, in quanto compresa nel più ampio sito delle cisterne romane di Spasiano.

Dissequestrato il locale al piano terra

La Procura di Torre Annunziata ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la convalida del sequestro dei due locali interrati.

È stato invece disposto il dissequestro del locale al piano terra fronte strada, che, allo stato degli accertamenti, non risulta interessato dagli abusi edilizi contestati.

Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e il sequestro preventivo dovrà essere convalidato dal Gip. Il provvedimento potrà inoltre essere impugnato davanti al Tribunale del Riesame. Resta fermo il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza fino a una sentenza definitiva.

Il precedente sequestro del 17 settembre

L'operazione segue un altro intervento effettuato dalla Polizia Metropolitana il 17 settembre, nell'ambito della stessa attività investigativa.

In quel caso era stato sequestrato un locale di proprietà comunale in corso Italia, nei pressi dell'ingresso all'area delle cisterne di Spasiano. Secondo gli accertamenti, lo spazio sarebbe stato utilizzato come deposito e lavanderia al servizio di un B&B, oltre la scadenza dell'autorizzazione temporanea e per una destinazione diversa da quella consentita. Il sequestro è stato successivamente convalidato dal Gip.

Indagini sulle occupazioni degli spazi demaniali

Le indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata proseguono per verificare l'eventuale presenza di altre occupazioni abusive di spazi demaniali di interesse storico e culturale.

L'obiettivo degli investigatori è accertare se, nel corso degli anni, ulteriori porzioni del patrimonio pubblico e archeologico siano state sottratte alla loro naturale destinazione.

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